Truffe a parrocchie, conventi e case di riposo  

Pubblicato da in data 21 Maggio 2019

Truffe a parrocchie, conventi e case di riposo

Pubblicato il: 22/05/2019 09:26

Spacciandosi per rappresentanti di enti locali o per direttori di istituti di credito, contattavano parrocchie, conventi, enti religiosi e case di riposo facendosi consegnare somme di denaro variabili tra i 2 mila e i 16mila 500 euro. A scoprire un’organizzazione criminale finalizzata alle truffe sono stati i carabinieri che hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare. Accertati 86 episodi in tutta Italia, per un guadagno di oltre 400mila euro.

Il modus operandi era sempre il medesimo: contattavano telefonicamente le parrocchie, i conventi e gli enti religiosi e si qualificavano come rappresentati di enti locali, prevalentemente dipendenti comunali e regionali, o come direttori di istituti di credito, per informarli che era stato loro accreditato un contributo, comunale o regionale, erogato in somma maggiore a quella dovuta e pertanto per evitare che lo stesso non venisse poi elargito, li inducevano a versare la differenza, cifre variabili da 2.000 a 16.500 euro, su carte poste pay riconducibili agli stessi indagati. Per evitare multe o l’abolizione del beneficio, le vittime versavano la somma richiesta su conti correnti o carte prepagate intestati a prestanomi.

Tra gli 86 enti religiosi truffati dalla banda e individuata dai carabinieri di Torino ci sono 14 parrocchie, altrettanti conventi di suore, 7 scuole cattoliche e 2 case di riposo per anziani. Sono in corso le perquisizioni in tutta Italia. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati varie carte prepagate, libretti postali, cellulari utilizzati per contattare le vittime e denaro contante.

A capo della banda c’era una donna, che si faceva chiamare ‘zia‘. Era lei, che aveva creato una rete criminale composta da promoter e call center, a cui spettava il compito di individuare e contattare le vittime, e da prestanomi compiacenti a cui erano intestate le carte prepagate su cui venivano versate le somme sottratte con l’inganno alle vittime, per lo più anziani suore e sacerdoti, alcuni dei quali truffati anche due volte lo stesso giorno. Tra le vittime anche un cardinale.


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