Borsa: Ftse Mib chiude in rosso (-2,12%), tonfo del Brent 

Pubblicato da in data 22 Maggio 2019

Ftse Mib chiude in rosso (-2,12%), tonfo del Brent

Pubblicato il: 23/05/2019 18:48

Tensioni commerciali, Brexit ed elezioni europee rappresentano tre buoni motivi per il ritorno dell’avversione al rischio. Se a questi aggiungiamo le indicazioni negative arrivate dai dati macro relativi PMI europei (47,7 punti per il manifatturiero, 52,5 per il comparto servizi) e Ifo tedesco (97,9 punti), il quadro è completo.

Nel giorno in cui lo spread con i decennali tedeschi ha fatto segnare un incremento dell’1,8% a 276 punti, il Ftse Mib si è fermato a 20.136,39 punti, -2,12% sul dato precedente. Nel comparto bancario, vendite sull’accoppiata UniCredit (-1,09%) – Intesa Sanpaolo (-1,99%). Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, le due maggiori banche del Paese starebbero per chiudere accordi relativ ai 17,4 miliardi di crediti problematici. L’istituto di Piazza Gae Aulenti sarebbe in procinto di disfarsi di oltre sette miliardi di crediti in sofferenza mentre Intesa dovrebbe cedere a Prelios 5 miliardi di euro di inadempienze probabili (UTP, Unlikely To Pay) e dare in gestione di altri 5 miliardi.

Il tonfo del petrolio (-4,54% a 67,77$/barile per il Brent, -5,05% a 58,32$ dello statunitense WTI) ha penalizzato il comparto energetico con il -3,45% di Eni, il -5,17% di Saipem e il -4,23% di Tenaris. -3,01% per FCA dopo che il Chief executive, Mike Manley, ha detto di voler incrementare e rinnovare l’offerta sul mercato brasiliano. Con l’obiettivo di riconquistare quote di mercato nella prima economia del Sud America, il manager ha annunciato investimenti per 16 miliardi di real, pari a circa 3,56 miliardi di euro.

L’unico, tiepido, segno più all’interno dell’indice delle blue chip è appannaggio di Italgas (+0,07%), mentre Enel ha segnato un -1,42% dopo aver annunciato il completamento del rifinanziamento di parte del portafoglio di obbligazioni non convertibili subordinate ibride tramite un’offerta di scambio volontaria.

Guadagni azzerati per il titolo Juventus (-0,14%), top performer per gran parte della seduta ma colpito dai realizzi dopo la smentita dell’accordo con l’allenatore Guardiola da parte di un dirigente del suo club attuale, il Manchester City. (in collaborazione con money.it)


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