Leonardo genio anche in cucina  

Pubblicato da in data 23 Maggio 2019

Leonardo genio anche in cucina tra erbe e dieta cruel free

‘Il genio in cucina’ (Giunti)

Pubblicato il: 24/05/2019 15:05

Non solo artista, ingegnere e inventore: Leonardo da Vinci “fu anche cuoco, maestro di cerimonie e gourmet. In ogni luogo in cui visse creò degli orti ricchi di piante aromatiche, a Milano svolse un’attività documentata di cerimoniere, si rifiutava di mangiare animali uccisi, seguiva una sorta di dieta vegetariana, ed è appurato che abbia inventato un risotto giallo”, forse antesignano di quello alla milanese. A descrivere all’Adnkronos Salute il rapporto tra Leonardo e il cibo è Mario Pappagallo, autore di ‘Il genio in cucina. Leonardo, la leggenda del Codice Romanoff e le tavole dei signori’ (Giunti).

“Se i disegni anatomici leonardeschi anticipano di secoli le tavole anatomiche della moderna medicina, Leonardo – dice l’autore – fu innovativo anche come cuoco e cerimoniere. Era attento alla pulizia, gli interessava la gastronomia, ideò un girrarosto e passò un anno a decidere cosa mettere sul tavolo dell’Ultima cena, con grande irritazione dei suoi committenti”.

Nel testo, che cita documenti, disegni, quadri e testimonianze dell’epoca, sono raccolte delle possibili ricette ‘made in Leonardo’, ma anche piatti detestati dall’artista. “Era alto 1,94 m e da giovane era un po’ sovrappeso, tanto che ai tempi in cui era a bottega dal Verrocchio, e veniva preso un po’ in giro, si mise a dieta. Non solo: in un testo, guardando una candela, abbozza il concetto di caloria parlando di energia che brucia”, continua l’autore.

Non c’è aspetto della vita di Leonardo che non implichi un denso mistero. In questo libro non si parla di macchine per volare, né di dipinti custoditi in collezioni private. Ma di un piccolo compendio di ricette, annotazioni di galateo a tavola, regole igieniche del tutto nuove per l’epoca, attribuito proprio al grande artista-scienziato. Di questo testo, detto Codice Romanoff, sarebbe giunta soltanto una trascrizione. Eppure questo materiale evanescente pare abbia lasciato molte tracce: Mario Pappagallo le ripercorre, presentando un ritratto di un Leonardo cerimoniere, organizzatore di banchetti, cultore delle buone maniere, coltivatore di spezie e di erbe medicinali, inventore di macchinari dalle applicazioni molteplici.

Un’ipotesi che permette di fare un viaggio all’indietro nel tempo, alla scoperta delle cucine rinascimentali e delle tavole dei signori, tra avvelenamenti, abitudini insolite come quella di pulirsi le mani sulle pellicce degli animali, e sperimentazioni culinarie. Alla scoperta di un genio tricolore che sembra ancora non aver rivelato tutti i suoi segreti.


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