“Inps Inail e metà dei ministeri pagano in ritardo fornitori”  

Pubblicato da in data 24 Maggio 2019

Inps, Inail e metà dei ministeri pagano in ritardo fornitori

(Foto/ Fotogramma)

Pubblicato il: 25/05/2019 11:21

Inps e l’Inail ma anche la metà dei ministeri pagano in ritardo i fornitori. La denuncia arriva da uno studio della Cgia che ha estrapolato i dati relativi agli Indicatori di Tempestività dei Pagamenti (Itp) e l’ammontare dei debiti commerciali delle principali Amministrazioni pubbliche del Paese. E il quadro che ne emerge è impietoso “nel 2018 l’Inps ha registrato un Itp pari a +10,13 che certifica come lo scorso anno l’istituto abbia liquidato i propri fornitori con oltre 10 giorni medi di ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla legge in materia di tempi di pagamento. Tutto ciò, al 31 dicembre 2018, ha contribuito a produrre un debito commerciale complessivo nei confronti dei fornitori pari a 157,2 milioni di euro“.

Non meglio l’Inail. “Nel 2018 l’Itp riferito al 4° trimestre 2018 è stato pari a +54,45: in pratica l’istituto in questo ultimo trimestre ha saldato i propri fornitori con quasi 2 mesi di ritardo”. Non solo. Nonostante tutte le Amministrazioni pubbliche siano obbligate per legge a riportare nel proprio sito internet, ogni trimestre e alla fine di ciascun anno il numero dei creditori e l’ammontare complessivo dei debiti maturati relativamente a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, denuncia ancora la Cgia, “a distanza di quasi 5 mesi l’Inail non ha ancora pubblicato l’ammontare complessivo del debito maturato al 31 dicembre 2018”. Una “disattenzione inaccettabile che, purtroppo, si è verificata anche per gli anni 2016 e 2017″, aggiunge.

Ma non solo Inps e l’Inail: quasi la metà dei Ministeri, infatti, dice ancora la Cgia presenta un valore medio dell’Itp “clamorosamente elevato“. E la “situazione più critica” è di appannaggio del Ministero della Difesa: nel 2018 ha liquidato i fornitori con 67 giorni di ritardo ed ha maturato a fine anno ben 313,2 milioni di euro di debiti. Anche il Ministero dell’Interno non brilla per puntualità. Lo scorso anno ha saldato le fatture dopo 60,9 giorni dalla scadenza e, come nel caso dell’Inail, non ha ancora aggiornato il sito sull’ammontare complessivo dei debiti registrati negli ultimi 3 anni.

Più celere, invece, il Ministro delle Politiche agricole che invece ha saldato le fatture con poco più di un mese di ritardo (Itp 2018 medio pari a +32,82), creando un debito complessivo di quasi 55,6 milioni di euro. I più virtuosi invece, quelli che anticipano addirittura la scadenza prevista dalla legge, il Ministero dell’Istruzione (Itp pari a -7,74), degli Esteri (-19,70) e della Giustizia (-27,38). Buone notizie anche dall’Anac, l’autorità anticorruzione, che sempre nel 2018 ha anticipato i pagamenti di quasi 13 giorni e al 31 dicembre 2018 aveva azzerato tutti i debiti commerciali.

Tra le Regioni, invece,maglia nera alla Sicilia, peggior pagatore: “Con un Itp di +29,76 giorni, al 31 dicembre dell’anno scorso aveva maturato quasi 212 milioni di euro di insoluti. Il Piemonte, invece, con 26 giorni medi di ritardo aveva 6,3 milioni di debiti, mentre l’Abruzzo ha saldato i fornitori dopo 22,7 giorni,raccogliendo uno stock di mancati pagamenti pari a 216 milioni di euro”. Situazione più virtuosa, invece, in Lombardia. Al Pirellone, infatti, i pagamenti nel 2018 sono stati anticipati di 12,62 giorni e al 31 dicembre non si registrava alcun debito nei confronti delle imprese fornitrici.

“Nonostante gli sforzi fatti la situazione generale rimane ancora molto critica come ci ha ricordato la Commissione Europea che, nel dicembre del 2017, ha deciso di deferire il nostro Paese alla Corte di Giustizia dell’Ue, per il sistematico ritardo con cui la Pa effettua i pagamenti nelle transazioni commerciali in palese violazione delle norme europee in materia di pagamenti. Un malcostume tutto italiano che non ha eguali nel resto d’Europa”, commenta concludendo il segretario Cgia, Renato Mason.


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