Parisi: “Pd è tornato nel passato”  

Pubblicato da in data 27 Maggio 2019

Parisi: Pd è tornato nel passato

Arturo Parisi (Fotogramma)

Pubblicato il: 28/05/2019 19:08

di Giuseppe Greco

Per un Pd che di strada continua a farne “poca” e che per di più ha “scelto di ritornare nel solco del suo pluridecennale passato”, aprirsi è “indispensabile”. Ma “non certo dando vita a partiti satelliti attraverso uomini suoi o passati nelle sue file”. Arturo Parisi, fondatore dell’Ulivo, utilizza con franchezza la sua esperienza per analizzare la situazione in cui si trova il Pd a guida Zingaretti dopo il voto europeo. L’ex ministro, tra l’altro, spiega che “proprio no”, non ci sono le condizioni per vedere oggi una iniziativa simile a quella che rappresentò la Margherita.

Lo spunto dal ragionamento di Parisi, interpellato dall’Adnkronos, è la discussione che si è intensificata negli ultimi giorni sulla necessità per il Pd di guardare con attenzione soprattutto agli elettori moderati. “Senza dubbio con i voti che ha, nonostante la ripresa e modesta tendenza alla crescita che questa elezione sembra annunciare, di strada il Pd ne fa poca”, spiega Parisi. Il ragionamento del fondatore dell’Ulivo è netto: “Abbandonata l’idea di proporsi come un partito nuovo, il Pd ha scelto di ritornare nel solco del suo pluridecennale passato. Con l’orgoglio di un partito antico, ma che purtroppo appare perciò anche un partito vecchio. È questo il primo limite”.

In questo contesto, l’ex ministro sgombera anche il campo dell’idea che un ‘assalto’ al campo moderato il Pd possa condurlo in tandem con una nuova formazione, qualcosa di simile a quello che realizzò la Margherita con i Ds: “La Margherita? Direi proprio di no. Può pure darsi che qualcosa nasca, ma al momento di autonomo e di già esistente, paragonabile ai partiti di allora, si vede poco o nulla. A livello nazionale, coalizione resta una parola associata più al desiderio che alla realtà -spiega Parisi-. Tuttavia per un Pd che per salvare la sua identità ha scelto di lasciarsi alle spalle la vocazione maggioritaria aprirsi non è solo necessario. È indispensabile. Ma iniziando dalle esperienze locali. Non certo dando vita a partiti satelliti attraverso uomini suoi o passati nelle sue file”.


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