Spread sfiora i 290  

Pubblicato da in data 27 Maggio 2019

Spread sfiora i 290

Immagine di repertorio (Afp)

Pubblicato il: 28/05/2019 11:17

Spread in forte rialzo rispetto ai 280 punti della chiusura di ieri: il differenziale tra Btp e Bund tedeschi vola verso quota 290, attestandosi al momento a 288,5, con un rendimento dei decennali al 2,72%. Si tratta di un dato ai massimi da febbraio scorso, spinto dai risultati elettorali della Lega alle europee, partito che mette in discussione i vincoli dei parametri stabiliti da Bruxelles.

Il rialzo dello spread pesa su Piazza Affari che è la peggiore Borsa d’Europa, trascinando al ribasso i principali titoli bancari. Poco prima delle 11,30 l’indice Ftse Mib perde sul terreno l’1,06% a 20.149 punti. Mps cede il 3,08%, Unicredit perde il 2,30%, Banco Bpm il 2,20% e Intesa il 2,15%. In negativo anche il titolo di Fca, sotto ai riflettori per l’annunciata fusione con Renault. Il titolo del Lingotto perde poco meno dell’1%, attestandosi a -0,94%.

Proprio ieri il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una lettera in arrivo da parte della Commissione europea sull’economia italiana: “Penso che sia maturo il momento in cui i leader europei si siedano intorno a un tavolo a prescindere dalle appartenenza per rivedere dei parametri vecchi che hanno fatto male all’Europa”, ha affermato. A giustificare l’eventuale procedura, la fotografia a tinte fosche sulle finanze italiane scattate nelle ultime previsioni della Commissione che vedono il deficit e il debito in salita e il Pil al contagocce. Stime Ue alla mano, il debito italiano dovrebbe salire al 133,7% quest’anno e al 135,2% nel 2020. La crescita è al contagocce: +0,1% nel 2019 e 0,7% il prossimo anno. In rialzo anche il deficit: al 2,5% nel 2019 e al 3,5% nel 2020. In ogni caso, dovesse arrivare “con garbo risponderemo anche in base al consenso popolare dicendo che l’Europa della precarietà e della disoccupazione per noi si è chiusa ieri (domenica, ndr). Ora si apre un’altra stagione”.

Anche oggi il leader del Carroccio è tornato sull’argomento: “Mi auguro che non ci sia nessuno che mandi le letterine… Il debito sta aumentando da sempre, da decenni, siamo arrivati al record storico. Negli ultimi dieci anni seguendo le letterine, i vincoli, Monti, la Fornero, l’austerità, i tagli, i regolamenti,il debito è aumentato di 655 miliardi”. “Penso che il voto di domenica -ha aggiunto – abbia fatto capire a tutti che bisogna rimettere al centro il lavoro, l’uomo, la donna, la famiglia e l’economia reale. Quindi, penso che dalla Merkel a Macron, dagli sconfitti ai vittoriosi, tutti abbiamo capito che bisogna cambiare questi parametri. Mi auguro che non ci sia nessuno che manda letterine, che richiama all’ordine”. “C’è da ricostruire un sogno e sono orgogliosamente parte -grazie agli italiani- di questo sogno. Penso che tutti abbiano chiaro, al di là delle etichette, che bisogna rimettere al centro la vita vera altrimenti l’Europa viene schiacciata tra Stati Uniti, Cina e continente africano”, ha sottolineato.


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