Centrosinistra: Tinagli, ‘conquistiamo voti senza tabù, anche quelli di elettori Lega delusi’   

Pubblicato da in data 28 Maggio 2019

Tinagli, con Calenda alla conquista di voti senza tabù, anche da delusi Lega

Irene Tinagli

Pubblicato il: 29/05/2019 16:32

(di Giuseppe Greco)

“Non possiamo andare sui balconi a festeggiare, questo lo lasciamo fare ad altri. Ma il risultato della lista unitaria Pd-Siamo europei è un punto di partenza. Il lavoro da fare resta molto, ma si è fermata la discesa e ora si comincia a risalire”. Non avrà emulato il M5s ma Irene Tinagli un brindisi se l’è guadagnato: come candidata di Siamo europei alle europee ha raccolto la sfida della lista aperta di Nicola Zingaretti ed è stata eletta con oltre 105mila preferenze.

“Questo risultato non me l’aspettavo -dice all’Adnkronos-, ma sono andata su temi concreti, ho incontrato tante persone desiderose di parlare di contenuti, superare sigle e sfumature. E poi ho rischiato con le preferenze, senza chiedere niente, e il coraggio paga”. Carlo Calenda, recordman di preferenze a queste europee, ha annunciato per lei un “ruolo formale” in Siamo europei: “Stiamo ragionando su come dare forma al consenso che si è creato intorno a noi -spiega-. Tantissime persone ci hanno chiesto di fare comitati spontanei, stiamo ragionando su come non disperdere questo entusiasmo”.

Un ragionamento che, però, non dovrebbe portare alla nascita di un vero e proprio partito: “Di fare un partito non abbiamo mai parlato con Carlo, la parola ‘strutturare’ fa pensare a cose vecchie. L’idea è quella di dare continuità a questo impegno in forme diverse da quelle tradizionali”. Un “impegno” non orientato in rotta di collisione con Zingaretti: “Se il Pd riesce a dare seguito a questa apertura delle europee, accogliendo e valorizzando persone con storie e sensibilità diverse, non vedo la necessità di fare altre cose. Zingaretti mi pare abbia dato un segnale chiaro alle europee in questo senso, anche se sappiamo che il Pd è una comunità grande che non si esaurisce solo nel volto del segretario”.

Al di là della forma, comunque, la direzione che dovrà prendere Siamo europei per Tinagli è già chiara: “Le nostre candidature sono riuscite perché hanno saputo aggregare persone che normalmente non si avvicinano alla politica, meno ideologizzate, non proprio convinte di votare Pd”, spiega la neo eurodeputata che mira a puntare le bandiere di SE ben oltre il generico confine di quel fronte ‘moderato’ oggetto di una discussione interna al Pd dal giorno dopo le europee.

“I nostro elettori potenziali -spiega Tinagli- sono al centro, nell’ala cattolica più progressista, molti sono in Forza Italia ma io ho incontrato tanti elettori che mi hanno votata e mi hanno detto di aver votato Lega alle politiche. Sono persone deluse dal governo ma dalla stessa idea di Europa della Lega. Io credo non ci debbano essere tabù e il fatto che questo governo sia un tale disastro apre un grande fronte”.

L’eurodeputata sottolinea ancora: “Come dice anche Calenda, io non ho nulla in come con le leadership di Salvini e Di Maio, disprezzo il loro lavoro politico e sull’economia ma i loro elettori sono una cosa diversa, sono persone che in buona fede si sono fidate e che oggi sono disorientate. Senza abbandonare i nostri ideali e le nostre idee, possiamo conquistare questo elettorato deluso”. In procinto di prendere servizio all’Europarlamento (“dobbiamo combattere per evitare l’esclusione dell’Italia dalla seria A dell’Europa, rischio che corre con questo governo”), Tinagli anticipa che farà parte del gruppo S&D: “La coalizione sarà molto più ampia, si lavorerà insieme ad altri, a partire dall’Alde, e noi saremo il secondo gruppo dopo gli spagnoli”.


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