Indagato ex presidente Anm Palamara  

Pubblicato da in data 28 Maggio 2019

Scontro tra toghe

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/05/2019 11:50

La successione alla guida della Procura di Roma apre uno scontro violentissimo fra toghe che arriva a far tremare il Consiglio Superiore della magistratura e si combatte a suon di esposti contro l’ex capo Giuseppe Pignatone, appena andato in pensione e l’aggiunto Paolo Ielo. A riportare il fatto sono oggi i maggiori quotidiani. Lo sfondo di questa vicenda riguarda il presunto sistema di sentenze pilotate a favore di aziende al cui vertice c’era l’avvocato Piero Amara con il suo socio Giuseppe Calafiore: il primo a Roma ha patteggiato tre anni di reclusione e il secondo una condanna a 2 anni e 9 mesi.

Sullo sfondo c’è inoltre la partita fra cordate per la nomina del nuovo procuratore di Roma. Si scopre così che la Procura di Perugia, competente per giudicare i colleghi della Capitale, ha aperto un’indagine per corruzione a carico di Luca Palamara, ex presidente dell’Anm e in corsa per un posto da procuratore aggiunto.

“Palamara – scrive il Corriere della Sera – esponente di punta della corrente centrista Unità per la Costiituzione, è uno dei protagonisti delle trattative e cordate che si stanno delineando al Csm ma anche nei palazzi della politica”. “Proprio intorno alla continuità o discontinuità rispetto alla gestione di Pignatone ruota il dibattivo sulla scelta del successore” sottolinea il quotidiano.

“La corrente di Magistratura Indipendente che ha puntato su Marcello Viola, procuratore generale di Firenze (…) considerato da tutti il concorrente in maggiore discontinuità con Pignatone”. Non fosse altro perché l’altro nome in campo, quello del procuratore di Palermo Franco Lo Voi, che “ha lavorato per anni con l’ex procuratore di Palermo (Pignatone, ndr.) in molte indagini antimafia” si legge sul ‘Corriere’ e lo stesso accadde con l’altro in gara per la Procura di Roma, il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo “quando Pignatone era a Reggio Calabria e lui a Palmi”. La guida per l’ufficio giudiziario più importante d’Italia rischia insomma di portare a pesanti spaccature fra toghe coinvolgendo anche l’organo di autogoverno della magistratura e a questo, conclude il ‘Corriere, “si aggiungono ora le notizie sulle inchieste in corso”.

LA NOTA DI PALAMARA – Ed è a una nota che affida la sua replica Palamara: ”Apprendo dagli organi di stampa di essere indagato per un reato grave ed infamante per la mia persona e per i ruoli da me ricoperti – si legge -. Sto facendo chiedere alla Procura di Perugia di essere immediatamente interrogato perché́ voglio mettermi a disposizione per chiarire, nella sede competente ad istruire i procedimenti, ogni questione che direttamente o indirettamente possa riguardare la mia persona”. ”Mai, e sottolineo mai, baratterei il mio lavoro e la mia professione per alcunché̀ – aggiunge Palamara – e sono troppo rispettoso delle prerogative del Csm per permettermi di interferire sulle sue scelte ed in particolare sulla scelta del Procuratore di Roma e dei suoi aggiunti”.

CSM APRE FASCICOLO – Intanto, la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura aprirà un fascicolo a seguito dell’inchiesta su Palamara. “Il fascicolo sarà aperto perché in questi casi c’è un automatismo – spiega il presidente della Commissione, Alessio Lanzi, laico di Fi – ma in presenza di un’indagine penale si sospende in attesa dell’esito”.

BONAFEDE – Interviene sulla vicenda anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: ”Non ho dichiarazioni da fare, se non riaffermare il rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e del suo organo di governo autonomo” dice il Guardasigilli rispondendo a una domanda sull’indagine a carico di Palamara a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario forense.


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