Oncologa Gemelli e neomamma premiata in Usa: “Incredibile essere lì”  

Pubblicato da in data 28 Maggio 2019

Oncologa Gemelli e neomamma premiata in Usa: Incredibile essere lì

Maria Alessandra Calegari

Pubblicato il: 29/05/2019 18:03

La gioia più grande è essere diventata mamma da poco più di due mesi, ma la notizia di aver vinto il ‘Merit Award’ della Conquer Cancer Foundation all’Asco (American Society of Clinical Oncology) di Chicago, il più importante congresso al mondo dedicato all’oncologia, l’ha fatta di nuovo piangere. “Sarà incredibile essere lì con i massimi oncologi al mondo“, racconta all’Adnkronos Salute Maria Alessandra Calegari, 32 anni, ricercatrice in Scienze oncologiche della Fondazione policlinico Gemelli Irccs di Roma. Neomamma e oncologa, sarà all’Asco per ritirare il riconoscimento. “Il premio – aggiunge – è una opportunità incredibile ed è il successo di un gruppo di lavoro dell’Oncologia medica guidato dal professor Tortora. Una bella soddisfazione per la nuova organizzazione frutto del Cancer Center”.

Insieme alla Calegari ci sarà anche Brunella Di Stefano, 29 anni specializzanda di Oncologia alla Cattolica. Le due giovani ricercatrici ‘under 35’ del nuovo Comprehensive Cancer Center del Gemelli saranno premiate per due studi sul tumore del colon-retto. La Uoc di Oncologia medica del Gemelli parteciperà all’Asco portando sei studi, svolti in collaborazione con diverse strutture che operano nel nuovo Cancer Center.

Le due giovani oncologhe si sono aggiudicate il Merit Award con due lavori sui tumori del colon-retto. Nel primo, lo studio ‘Proserpina’, è stata definita la migliore strategia di trattamento tra le varie opzioni terapeutiche a disposizione, mentre nel secondo, battezzato ‘Rebus’, è stato definito il ruolo di mutazioni molecolari rare nel condizionare la prognosi dei pazienti.

“Nello studio ‘Rebus’, abbiamo studiato una particolare mutazione, molto rara, nei pazienti con tumore del colon-retto metastatico – spiega Di Stefano – questa anomalia ha un ruolo determinante sia dal punto di vista prognostico, che della pratica clinica. Perché abbiamo delle terapie che possono essere indicate per quei pazienti con questa mutazione”.

“Selezionare al meglio i pazienti può significare una maggiore speranza di cura – aggiunge la specializzanda – Sono particolarmente soddisfatta del premio perché negli ultimi anni molti colleghi avevano mandato studi per partecipare e non erano stati ammessi. E’ anche un riconoscimento al nascente Cancer Center e chiaramente il ringraziamento maggiore va al professor Tortora e alla Fondazione”.

“Con lo studio clinico ‘Proserpina’ abbiamo confrontato le opzioni terapeutiche per i pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico refrattari alle terapie attuali, con l’obiettivo per scegliere il percorso di cura migliore – spiega Calegari – Per questo tipo di tumori ci sono oggi dei farmaci, ma non esiste un reale confronto tra tutte le opzioni terapeutiche possibili – aggiunge – Lo studio è una analisi retrospettiva, ha quindi bisogno di una validazione ulteriore perché ha una forza limitata. Ma ci aiuterà a chiarire e mettere ordine su quale siano le migliori opzioni terapeutiche nei pazienti con una neoplasia così resistente”.

Molto attesa, infine, la presentazione in seduta plenaria dei risultati di uno studio internazionale di fase 3, di cui è coautore Tortora: per la prima si dimostra il notevole vantaggio del trattamento con un nuovissimo farmaco nei pazienti con tumore del pancreas portatori di una particolare mutazione genetica. I risultati saranno pubblicati anche sul ‘New England Journal of Medicine’.


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