Papa in Romania a pochi giorni dal voto Ue  

Pubblicato da in data 28 Maggio 2019

Papa in Romania a pochi giorni dal voto Ue

Il Parlamento Ue

Pubblicato il: 29/05/2019 15:46

di Enzo Bonaiuto

Un viaggio apostolico che non potrà non avere anche una ‘caratura’ di politica internazionale, a meno di una settimana dal voto per il Parlamento Ue, quello che Papa Francesco sta per compiere, da venerdì a domenica, in Romania, Paese che ha la presidenza di turno dell’Unione Europea per il semestre che si chiuderà a fine giugno.

Un Paese che il Pontefice visiterà non limitandosi alla capitale Bucarest, ma spingendosi anche nelle varie regioni che lo compongono, dalla Moldavia alla Transilvania, fino alle zone al confine con l’Ungheria, dove sarà presente anche il presidente della Repubblica magiara Janos Ader, in forma non ufficiale ma da privato cittadino e fedele cristiano, ma non il premier Viktor Orban.

Per Papa Francesco si tratterà del quinto viaggio apostolico compiuto in questo anno, che porterà a 30 quelli totali del suo pontificato, in oltre quaranta Paesi. In Romania, “incontrerà tutte le diverse realtà del Paese”, riferisce il portavoce vaticano Alessandro Gisotti nell’Aula Giovanni Paolo II illustrando le tappe della visita, verso la quale “c’è una grande attesa – assicura – per una partecipazione di popolo che si annuncia molto forte, al di sopra delle previsioni, anche nelle strade”, lungo le quali si muoverà in papamobile e con un’altra auto scoperta.

In Romania, l’ultimo pontefice presente è stato nel 1999 Giovanni Paolo II, che però si limitò alla sola capitale Bucarest; dunque, sono esattamente vent’anni che un Papa non visita questo Stato dell’Est Europa, multietnico e multireligioso, a stragrande maggioranza ortodossa, dove i cattolici rappresentano il 7% della popolazione composta da circa 20 milioni di abitanti, con la presenza di forti minoranze etniche, magiare e rom.

“Voglio visitare tutte le zone visitabili del Paese, che rappresentano la ricchezza etnica, culturale e religiosa della Romania”, è stata la volontà espressa da Papa Francesco, anche rispetto al cosiddetto “ecumenismo del sangue”, ovvero ai martiri e alle vittime che accomunano nel mondo tutti i cristiani, siano essi cattolici, ortodossi o protestanti; e che qui saranno onorate con la cerimonia di beatificazione di sette vescovi martiri dell’ex regime comunista.

Il viaggio apostolico si snoderà in tre giorni, per un totale di otto interventi del Pontefice, che sarà affiancato come da tradizione dal cardinale Pietro Parolin segretario di Stato vaticano: previsti tre discorsi, tre omelie e due saluti.


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