Rifiuti: recupero oli usati, CircOILeconomy fa tappa a Cuneo  

Pubblicato da in data 29 Maggio 2019

Recupero oli usati, CircOILeconomy fa tappa a Cuneo

Pubblicato il: 30/05/2019 17:43

Nel 2018 nel distretto di Cuneo sono state raccolte circa 400 tonnellate di olio usato di provenienza industriale, da circa un centinaio di detentori, tutte destinate alla rigenerazione. Per quanto riguarda il dato complessivo riferito all’intero territorio piemontese si parla di circa 5.000 tonnellate di olio raccolto, con un conseguente e significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese e sulle emissioni di CO2.

Di gestione dell’olio minerale usato e di economia circolare si è parlato in questi giorni a Cuneo, dove i referenti del Conou, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, tra cui il direttore tecnico Franco Barbetti, e i rappresentati locali di Confindustria, hanno accolto molti imprenditori e rappresentanti di aziende del territorio interessati ad approfondire la tematica.

Un appuntamento organizzato nell’ambito dell’iniziativa CircOILeconomy, promossa dal Consorzio insieme a Confindustria. Grazie alla collaborazione con le rappresentanze regionali di Confindustria, il roadshow proseguirà nei prossimi mesi il suo itinerario nelle principali città italiane (www.conou.it).

“Riteniamo che la condivisione di buone pratiche relative alla gestione dell’olio esausto attesti la sempre crescente attenzione alle potenziali ricadute della propria attività sull’ambiente circostante, secondo i principi dell’economia circolare – ha dichiarato il presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola – Più in generale la Responsabilità Sociale degli imprenditori si traduce quindi concretamente in una maggior attenzione alla gestione dei propri rifiuti, scegliendo filiere controllate e sicure”.

Riccardo Piunti, vicepresidente Conou, sottolinea: “Il Conou ha iniziato oltre 35 anni fa a mettere in pratica quelle che oggi vengono definite come le buone pratiche dell’economia circolare. Per questo è nostro preciso compito far sì che questa sensibilità, e le norme che ad essa si ricollegano, divengano sempre più un patrimonio comune, soprattutto per chi può contribuire maggiormente alla salvaguardia ambientale dei territori e, contestualmente, al contenimento dei costi energetici del Paese”.


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