Sbloccacantieri: Anci, Governo intervenga con più attenzione su comuni sisma  

Pubblicato da in data 29 Maggio 2019

Anci, su sbloccacantieri nessun emendamento a ricostruzione post-sisma

Pubblicato il: 30/05/2019 20:49

“Nessun emendamento proposto dai Comuni e da Anci sulla ricostruzione post sisma in Centro Italia è stato inserito nel decreto Sbloccacantieri, che tra oggi e la giornata di domani sarà licenziato dal Senato. Nonostante qualche misura in favore delle comunità colpite nell’area etnea, questi Comuni non hanno ricevuto l’attenzione che meritano. C’è profonda delusione e fortissima preoccupazione, per questo chiediamo al governo di intervenire per trovare una soluzione condivisa”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta il coordinatore delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi e i sindaci di Albano Laziale Nicola Marini, di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, di Norcia Nicola Alemanno e di Teramo Gianguido D’Alberto.

“L’Anci – continuano Mangialardi e i sindaci del sisma – hanno proposto questioni indispensabili a partire dal tema del personale dedicato alla ricostruzione che non può, proprio ora, essere sostituito e ridotto. Serve inoltre che gli amministratori dei piccoli comuni colpiti possano avere i necessari permessi per assentarsi dal lavoro e dedicarsi alle attività del comune in ricostruzione. Serve poter disporre delle anticipazioni di cassa e di tesoreria per poter pagare fornitori e contributi di autonoma sistemazione ai cittadini, nonché la proroga dei mutui contratti dai Comuni e le disposizioni per agevolare lo svolgimento del prossimo anno scolastico, che potrebbe essere a rischio. Questo è davvero il minimo se si vuole sbloccare il pantano della ricostruzione nel centro Italia”.

“I sindaci delle comunità colpite sono tutti molto spaventati e delusi per quanto accaduto. Confidiamo – conclude l’Anci – che entro oggi le nostre istanze possano essere accolte, perché lo Sbloccacantieri chiude con le ultime sedute del Senato, sapendo che alla Camera non si potrà modificare visti i tempi molto ristretti. Si tratta di richieste di buon senso che toccano da vicino cittadini e territori già duramente colpiti e indispensabili se si intende davvero recuperare il tempo perduto per la ricostruzione”.


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