Pil rivisto al ribasso  

Pubblicato da in data 30 Maggio 2019

Pil rivisto al ribasso

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Pubblicato il: 31/05/2019 13:23

di Luana Cimino

Doccia fredda dell’Istat sulla crescita italiana. Il Pil del primo trimestre è stato rivisto al ribasso allo 0,1% dalla precedente stima dello 0,2%, il tendenziale da 0,1% è invece tornato negativo a -0,1%, per la prima volta dalla fine del 2013. Un Pil al contagocce su base trimestrale, più vicino allo stallo che alla mini-ripresa, prefigurata con i dati provvisori di fine aprile, che tuttavia conferma l’uscita del Paese dalla recessione tecnica dovuta ai due precedenti trimestri sotto segno ‘meno’. E proprio la scarsa crescita è al centro delle argomentazioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria nella risposta alla richiesta di chiarimenti della Commissione Ue sui rialzi del debito italiano. Intanto lo spread sfonda quota 290 sotto la spinta del rischio di una procedura Ue sui conti del Belpaese in assenza di motivazioni convincenti da parte del titolare di via XX Settembre. Conti economici Istat alla mano, la variazione acquisita per il 2019 risulta nulla. L’Istituto spiega come rispetto al trimestre precedente registrino aumenti tutti i principali aggregati della domanda interna con una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,6% degli investimenti fissi lordi. Le esportazioni sono cresciute dello 0,2%, mentre le importazioni sono diminuite dell’1,5%. L’Istat evidenzia andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria, cresciute rispettivamente del 2,9% e dello 0,9%, mentre sul fronte dei servizi è diminuito dello 0,2%.

Torna a rallentare anche l’inflazione annua attestandosi ai livelli dello scorso gennaio: 0,9% a maggio dall’1,1% del mese precedente (0,1% su base mensile). Una decelerazione trainata secondo l’Istat dalla ‘normalizzazione’ dopo i rimbalzi dovuti ai ‘ponti’ di aprile e dalla frenata dei carburanti. “Alla base della decelerazione dell’inflazione a maggio – spiega l’Istituto – ci sono soprattutto fattori stagionali e di calendario nei servizi di trasporto e in quelli della filiera turistica, di segno opposto a quelli osservati in aprile. Complessivamente, mentre i prezzi dei beni mantengono la stessa dinamica di crescita del mese precedente, quelli dei servizi rallentano. In questo quadro la decelerazione dei prezzi dei carburanti contribuisce in modo specifico al rallentamento dell’inflazione”. In accelerata a maggio l’inflazione per il ‘carrello della spesa’, ovvero per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che passa da +0,3% a +0,5%, anche se resta al di sotto di quella generale; mentre per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto la crescita dei prezzi, pur rimanendo stabile a +1,1%, torna al di sopra di quella riferita all’intero paniere.


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