Whirlpool cede sito di Napoli, sindacati sul piede di guerra  

Pubblicato da in data 30 Maggio 2019

Whirlpool cede sito di Napoli, sindacati sul piede di guerra

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/05/2019 14:00

Incontro ad alta tensione quello a Roma tra Whirlpool, Fim, Fiom e Uilm per fare il punto sull’accordo dello scorso ottobre. A scatenare le ire dei sindacati l’annuncio inaspettato della chiusura dello stabilimento di Napoli che profila per i 430 lavoratori un futuro incerto. Immediata la solidarietà del sito di Varese che ha annunciato lo sciopero spontaneo per solidarietà. I sindacati criticano duramente il gruppo, ricordando come l’accordo dello scorso anno prevedesse la garanzia di investimenti mirati per tutti i siti Whirlpool per tre anni fino al 2021, e sono sul piede di guerra. Whirlpool Emea fa sapere in un comunicato che “intende procedere con la riconversione del sito e la cessione del ramo d’azienda a una società terza in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano”. Nei prossimi giorni, Whirlpool “lavorerà con le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali per definire tutti i dettagli e le tempistiche della riconversione, che saranno resi noti non appena possibile”.

I SINDACATI Il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato il tavolo di crisi il 4 giugno prossimo. All’incontro “diamo per scontato che il governo chieda a Whirlpool di rispettare l’accordo sottoscritto il 25 ottobre 2018 in sede istituzionale, non solo per elementari esigenze di tutela dei lavoratori, ma anche perché di quell’accordo fu sottoscrittore anche lo stesso Ministro” sottolineano Fim, Fiom e Uilm in una nota congiunta. “Subito dopo l’annuncio da parte di Whirlpool della decisione di chiudere Napoli, una delegazione sindacale si è recata al Mise, per chiarire la gravità della situazione e ottenere la convocazione del tavolo. Assemblee e scioperi sono stati indetti in tutti gli stabilimenti del gruppo. Qualsiasi ipotesi di modifica del piano e di chiusura di stabilimenti è per noi inaccettabile”, concludono Fim, Fiom e Uilm. Anche l’Ugl Metalmeccanici, riferisce in una nota il segretario generale Antonio Spera, “unitariamente alle altre sigle sindacali proclama lo stato di agitazione dei lavoratori in tutti gli stabilimenti del Gruppo”.

Napoli tradita da Whirlpool” è l’accusa della Fiom-Cgil in una nota. “Noi non ci stiamo ai licenziamenti per delocalizzazione, dal momento che, tra l’altro, l’azienda usufruisce di tutto il sostegno possibile attraverso gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione dopo l’acquisizione di Indesit. Ora basta!”, scandisce Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil. L’annuncio di Whirlpool è “una cosa gravissima”, “una scelta inaccettabile” commenta il leader Cgil, Maurizio Landini. “Serve risposta immediata, Napoli e il Mezzogiorno – sottolinea – hanno già pagato abbastanza ed è necessario che il governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi”.

“E’ inaccettabile la chiusura senza alcun preavviso dello stabilimento di Napoli della Whirlpool – scrive su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan – Il licenziamento di tutti i lavoratori in quella realtà cosi fragile dal punto di vista economico e sociale è un colpo terribile per tante famiglie ed alla dignità delle persone”. Furlan chiede al governo di far “rispettare gli accordi sottoscritti dall’azienda”.

“La decisione della Whirlpool è un fatto gravissimo” commenta il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, “la violazione dell’intesa da parte dell’azienda è inaccettabile, tanto più che c’era l’impegno a un’espansione dell’attività, in particolare dello stabilimento campano. Resta la questione di fondo: bisogna colpire ‘nel portafoglio’ le multinazionali che, prima, fanno shopping acquisendo aziende storiche italiane e, poi, vogliono chiudere i battenti, pensando a delocalizzare la produzione. C’è bisogno di una norma che sanzioni economicamente questi comportamenti e che, al contrario, agevoli chi resta legato al territorio dal quale ha tratto vantaggi per la sua attività”, conclude il leader della Uil.

IL MISE – Dura la reazione anche del ministero dello Sviluppo economico. “E’ stato stralciato l’accordo che la stessa multinazionale aveva firmato lo scorso 25 ottobre, un atteggiamento non tollerabile – si legge in una nota – Quanto è successo con l’azienda Whirlpool è molto grave, perché a seguito della decisione unilaterale della multinazionale viene chiuso lo stabilimento di Napoli non tutelando i 430 lavoratori coinvolti. Inoltre, viene deliberatamente stralciato, sempre in via unilaterale, l’importante accordo firmato lo scorso 25 ottobre al Ministero dello Sviluppo Economico”. Un accordo in cui la stessa azienda, si legge nella nota del ministero, “si impegnava nel nostro Paese con un piano industriale triennale da 250 milioni di euro. Quello che si prefigura è dunque una deliberata violazione di quanto firmato dalle parti, firma a cui è seguita la concessione degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare il piano industriale”. Il ministero dello Sviluppo economico, si sottolinea, “è pronto a rimettere in discussione l’intero piano industriale, chiedendo spiegazioni urgenti all’azienda e tutelando al 100% tutti i lavoratori coinvolti. Lavoratori che sono, e rimarranno sempre, la priorità del Ministero guidato da Luigi Di Maio. Per queste ragioni si è deciso di convocare un tavolo sulla situazione il 4 giugno, a partire dalle ore 15″.

L’AZIENDA – Whirlpool, rende noto il gruppo in un comunicato, nell’incontro di oggi a Roma con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per un aggiornamento sul Piano industriale Italia 2019-2021 ha ribadito “la strategicità dell’Italia all’interno della regione Emea da un punto di vista industriale e commerciale e ha confermato le direttrici strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre presso il ministero dello Sviluppo economico; in particolare gli investimenti pari a 250 milioni di euro per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia. Nei primi mesi del 2019 sono già stati allocati oltre 80 milioni di euro”. Inoltre, rileva Whirlpool, “sono stati riconfermati per i siti di Cassinetta di Biandronno – Va (polo Emea per i prodotti da incasso per le categorie freddo e cottura), Melano – An (hub regionale per i piani cottura ad alta gamma) e Siena (dedicato alla produzione di congelatori orizzontali) la specializzazione in atto e i volumi produttivi e occupazionali previsti dal Piano Industriale firmato lo scorso ottobre. Il trasferimento a Comunanza (Ap) della produzione delle lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia è stato altresì confermato. Il sito beneficerà quindi di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800mila unità”.


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