Archeologia: a Villa Giulia rivivono gli etruschi con ‘RomArché’  

Pubblicato da in data 31 Maggio 2019

A Villa Giulia 'rivivono' gli Etruschi con RomArché

Pubblicato il: 01/06/2019 18:13

Etruschi, ma non solo. Con ‘RomArché’, la grande manifestazione ospitata in questi giorni al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, l’archeologia parla a 360 gradi attraverso iniziative diverse, che comprendono convegni, laboratori, esposizioni, mostre, incontri e presentazioni, rievocazioni storiche, concerti, spettacoli di danza e teatro. Una manifestazione “nata nel 2010 grazie al sostegno della casa editrice Editorial Service System alla quale, dal 2013, si è affiancata la Fondazione Dià Cultura diventando il principale organizzatore”, spiega all’Adnkronos il direttore del Museo di Villa Giulia, Valentino Nizzo, precisando che si tratta di un’iniziativa che “parte dai privati, senza scopo di lucro, con l’obiettivo di valorizzare luoghi della cultura sempre diversi e promuovere l’editoria di settore“. Editorial Service System, infatti, è un editore specializzato in pubblicazioni sull’archeologia.

Nizzo, che da due anni dirige Villa Giulia in seguito all’esito di una selezione internazionale, è tra gli studiosi che hanno contribuito alla realizzazione del progetto ‘RomArché’ e “adesso – dice – mi piace ospitarla nel museo che dirigo“. La manifestazione attua modalità di promozione straordinaria della conoscenza dell’archeologia, con grande successo di pubblico: “Dopo i paesaggi culturali – spiega il direttore – oggi e domani ospitiamo le iniziative più popolari, che vanno dai concerti a una rievocazione storica dei riti del matrimonio romano”.

Nizzo è uno dei principali sostenitori delle rievocazioni storiche come potenti strumenti di diffusione culturale: “Hanno molto successo e io sono stato uno dei primi ad usarle, nel 2012. Sono molto efficaci, a patto però che ci sia la collaborazione diretta tra il responsabile del sito e i rievocatori, ci si deve mettere la faccia. Prima di essere nominato direttore di Villa Giulia – racconta – sono stato responsabile della comunicazione alla direzione generale Musei del Mibac e ho cercato di fare capire quanto la rievocazione storica sia importante”. Non è un caso che proprio Nizzo, che ha criticato in una videorecensione alcune imprecisioni del film ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, sia stato chiamato a dare un contributo scientifico alla nuova serie in 10 puntate ‘Romulus’ targata Sky, Cattleya e Groenlandia, diretta sempre da Rovere le cui riprese inizieranno proprio in questi giorni.

E stasera, in occasione dell’apertura straordinaria serale del Museo, lo stesso Nizzo terrà alle 20,30 una conferenza sul primo vero re di Roma, legata proprio al film e alla serie di Rovere. “Inoltre – racconta ancora il direttore – domani ci sarà una mattinata dedicata a tutte le forme d’arte, dal cinema ai videogiochi, che contribuiscono a far conoscere gli etruschi. Ci saranno gli autori di ‘Romulus’ e quelli dei videogame, in particolare della società Ega (Entertainment Game Apps, Ltd., ndr) che ha prodotto ‘Mi Rasna‘, il celebre videogioco uscito a maggio sugli etruschi”.

Una manifestazione quindi a portata di tutti e affollata anche dai bambini e dalle loro mamme, per le quali ieri il Museo di Villa Giulia ha inaugurato il ‘Baby pit stop‘, uno spazio per i più piccoli dove le mamme possono anche cambiare i pannolini. “Siamo uno dei pochi musei in Italia ad averlo – dice Nizzo – e l’abbiamo allestito in uno spazio storico: la stanza che era dedicata al bagno di Papa Giulio III, fondatore della Villa”.

‘RomArché’, che ha anche una pagina facebook, si svolge tra l’emiciclo e la Sala della Fortuna della cinquecentesca villa, e nella sola giornata di domani ha in programma ben tredici iniziative, tra ricostruzioni di botteghe di ceramica etrusca, il Festival Tyrrhenika, la rievocazione di un rito in onore di Tinia – la più importante divinità etrusca – videogiochi, postazioni didattiche su usi e costumi quotidiani degli etruschi, presentazioni di libri e, per finire, una mostra su allattamento e maternità nell’Italia antica.


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