Iva, Confcommercio alza scudi ma Di Maio rassicura: “Non aumenta”  

Pubblicato da in data 5 Giugno 2019

Iva, Confcommercio alza scudi ma Di Maio rassicura

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli (Foto Confcommercio)

Pubblicato il: 06/06/2019 17:25

(di Andreana d’Aquino)-

Una vera e propria levata di scudi è quella arrivata dall’Assemblea di Confcommercio contro ogni possibile dubbio di un aumento dell’Iva. Ma dal Vicepremier Luigi Di Maio è arrivata rapida la rassicurazione alla platea: “L’Iva non aumenterà”. Dopo la lettera di richiamo dell’Ue al nostro Paese, disinnescare le clausole di salvaguardia peserebbe circa 23 miliardi solo sui conti pubblici del 2020, altri 28 miliardi su quelli del 2021. E per l’assemblea degli imprenditori del commercio, dei servizi e del turismo questo orizzonte non è percorribile, in “nessun caso”. Prima di parlare di qualsiasi riforma fiscale occorre ”eliminare definitivamente gli aumenti delle aliquote Iva previsti per il prossimo biennio” ha tuonato dal palco il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Tradotto in numeri, ha calcolato che “significherebbe 51 miliardi di euro di maggiori imposte”. E questo quadro, ha avvertito, “porterebbe dalla stagnazione alla crisi conclamata”.

”Questa antica, ripetuta e radicale opposizione agli incrementi delle imposte indirette e, più in generale, a qualsiasi incremento di carico fiscale -ha sottolineato Sangalli- è una nostra caratteristica” di cui ”siamo orgogliosi” ed è “una battaglia della Confcommercio a beneficio di ciascuno e di tutti i cittadini’‘. E quindi, salito sul palco per parlare agli imprenditori di Confcommercio, il Vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha voluto subito disinnescare le tensioni. “L’Iva non deve aumentare e non aumenterà” ha chiarito proprio all’esordio del suo intervento. “Cercherò di rispondere alle sollecitazioni del presidente Sangalli” ha detto Di Maio, ricordando l’incontro con l’assemblea di Confcommercio di un anno fa, proprio “quando il Governo si era insediato da pochi giorni”. Da allora, “abbiamo iniziato insieme un percorso verso la Legge di bilancio della fine dell’anno scorso in cui credo abbiamo vinto insieme delle battaglie mentre il Governo da solo non ha vinte qualcuna” ha argomentato il ministro.

“Molte cose ci sono da fare. Mi fa piacere che insieme siamo riusciti a ottenere un risultato: scongiurare l’aumento dell’Iva” è stato lo statement che Di Maio ha immediatamente regalato alla platea di Confcommercio. Quindi, rivolto direttamente a Sangalli, il Vicepremier ha puntualizzato: “Lo dico con molta fermezza e chiarezza: l’anno scorso sono venuto qui a dirvi che l’Iva non sarebbe aumentata a dicembre – e non è aumentata- e, allo stesso modo, vi dico che l’Iva non deve aumentare e non aumenterà anche nella prossima Legge di bilancio 2019″ per i conti del 2020. A questo punto, gli applausi della platea sono arrivati chiari e forti. Una risposta ed una conferma del sentiment che ha animato l’assemblea della Confederazione riguardo all’Imposta sul valore aggiunto. Per questo il capo di M5S ha ritenuto fosse il caso di precisare ‘senza se e senza ma’ che il suo intendimento sul dossier ‘aumento Iva’ non era “un semplice annuncio” ma un’affermazione detta “con la credibilità con cui abbiamo affrontato anche altre questioni”, ad esempio “l’Imu sui beni strumentali” è l’argomento messo sul tavolo dal Vicepremier pentastellato.

Di Maio non è stato l’unico esponente del Governo giallo-verde a porre ripetute ‘pietre tombali’ sui rischi di un aumento dell’Iva. Anche il Vicepremier Matteo Salvini lo ha ribadito e ribadito ancora nelle ultime ore. Eppure le rassicurazioni dell’esecutivo, seppure apprezzate da Sangalli, non hanno placato la preoccupazione del presidente di Confcommercio. ”Siamo preoccupati perché vanno spiegati bene agli italiani quali passi concreti si stanno facendo per il recupero delle risorse per evitare gli aumenti dell’Iva” è il tema sollevato da Sangalli nel suo intervento all’Assemblea. E soprattutto, ha osservato, “siamo preoccupati perché mi pare si cominci a respirare un clima politico e culturale di rassegnazione”. Insomma, “non possiamo accettare che si aumenti l’Iva per stanchezza, per mancanza di coraggio, per una sorta di inceppamento intellettuale che si arrende alla sfiducia, all’incapacità di progettare strategie alternative” è il monito arrivato da Sangalli che ha prospettato come conseguenza inevitabile la “crisi conclamata”, con una riduzione del Pil, dei consumi, e un peggioramento dei conti pubblici.


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