Alimenti: Toscana ‘regina’ per Dop e Igp punta a crescita valore, in 2018 +8%  

Pubblicato da in data 6 Giugno 2019

Alimenti: Toscana 'regina' per Dop e Igp punta a crescita valore, in 2018 +8%

Pubblicato il: 07/06/2019 18:51

dall’inviato Cristina Armeni – La Toscana vanta il primato enogastronomico, insieme al Veneto, per numero di Dop e Igp a livello nazionale con 58 riconoscimenti nel vino e 31 nell’alimentare. Tuttavia il valore economico del settore alimentare è debole rispetto a quello di altre regioni e dello stesso settore enologico toscano, ma ha grandi potenzialità di crescita, gia’ nel 2018 si è registrato un +8%. Si tratta di un universo di tante eccellenze, legate ai territori di produzione, che spazia da salumi come la Finocchiona e il lardo di Colonnata, alla carne di Cinta senese, da produzioni di nicchia come il farro della Garfagnana e la Castagna del Monte Amiata a dolci tipici e rinomati come i Ricciarelli e il Panforte di Siena, solo per citarne alcuni.

Lo scenario è delineato in una ricerca elaborata dall’Ismea in occasione della prima edizione di ‘Buyfood Toscana’, la vetrina internazionale che si svolge oggi a Siena, a cui partecipano 50 aziende espositrici, rappresentanti di 16 consorzi e associazioni di tutela e 50 buyer da tutto il mondo. La manifestazione è organizzata dalla Regione Toscana in collaborazione con PromoFirenze, azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze, grazie alla collaborazione del Comune di Siena e al supporto della Fondazione Qualivita.

L’evento si avvale della sinergia di “Vetrina Toscana”, il progetto della Regione e di Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici. Nell’ambito del vino la Toscana costituisce la seconda regione per valore prodotto con 926 milioni di euro contro i 3,1 miliardi del Veneto, mentre nell’alimentare a indicazione geografica si colloca alla nono posto con 111 milioni di euro. C’è da dire però che in questo valore non è considerato il comparto dei prodotti della panetteria e pasticceria, che in Toscana riveste un ruolo estremamente rilevante e che, a una prima stima non dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni di euro e potrebbe portare il valore complessivo delle Dop e Igp vicino a 130 milioni di euro. Complessivamente l’agroalimentare toscano genera un valore aggiunto di 3,5 miliardi.

Tra i prodotti a indicazione geografica del food, il settore principale in termini di valore generato nella regione è quello dei prodotti a base di carne pari a 50 milioni di euro, che comprende i salumi con 4 IGP e 2 Dop. A seguire i formaggi con 30 milioni di euro e l’olio con un valore poco superiore ai 20 milioni di euro, e, quindi, le carni fresche sopra i 12 milioni di euro, fanalino di coda i prodotti vegetali con 500 mila euro circa. Il fitto tessuto di prodotti dalle dimensioni piccole e medie interessano in maniera trasversale molti dei comparti del food e dei territori della regione.

A livello di singola provincia toscana, la più importante in termini di valore prodotto in ambito Ig-food risulta essere Grosseto con 35 milioni di euro di valore della produzione, seguita da Siena con 24 milioni di euro e Arezzo con 18 milioni di euro.

Dalla ricerca di Ismea emerge inoltre che i due comparti dove il ruolo della Toscana a livello nazionale è più rilevante sono quello dell’olio (18 milioni di euro) e delle carni fresche (12,4 milioni di euro). Nel primo comparto, la Toscana vanta generalmente la leadership che è stata tuttavia persa a favore della Puglia nel 2017, a causa della rilevante riduzione produttiva (-20%) conseguente a condizioni climatiche particolarmente avverse. Nel comparto delle carni fresche la Toscana si colloca al secondo posto dopo la Sardegna.

L’agroalimentare toscano di qualità ha potenzialita’ da esprimere anche in ambito export con un valore totale stimato di 50 milioni di euro con una incidenza del 4% sull’export agroalimentare regionale. I principali mercati di destinazione delle indicazioni geografiche toscane del food sono gli Usa con una quota del 38%, la Germania con una quota del 21%, il Regno Unito con una quota del 13%, il Canada con una quota del 5% e il Giappone con una quota del 3%. Queste cinque destinazioni coprono, nel complesso, circa l’80% dell’export dei prodotti a Indicazione Geografica toscani.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background