Bimbi allergici per il cibo spazzatura  

Pubblicato da in data 7 Giugno 2019

Bimbi allergici per il cibo spazzatura

Pubblicato il: 08/06/2019 10:42

Cibo spazzatura sotto accusa. Secondo uno studio italiano presentato a Glasgow al 52° meeting annuale dell’European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition, livelli più elevati di una serie di composti chimici prodotti quando gli zuccheri si combinano con proteine o grassi (detti prodotti finali della glicazione avanzata o Age), che si trovano in abbondanza nel junk food, sono associati con l’allergia alimentare nei bambini.

I ricercatori dell’Università Federico II di Napoli hanno osservato tre gruppi di bambini tra 6 e 12 anni (61 bimbi in totale): piccoli con allergie alimentari, con allergie respiratorie e coetanei sani di controllo. Lo studio ha rivelato una correlazione significativa tra i livelli sottocutanei di questi composti ‘nel mirino’ e il consumo di cibo spazzatura. I bambini con allergie alimentari presentavano livelli sottocutanei più alti di Age rispetto ai piccoli con allergie respiratorie o a quelli sani. Inoltre, il team ha trovato prove convincenti relative al meccanismo d’azione di queste sostanze nel determinare l’allergia alimentare.

Gli Age sono proteine ​​o lipidi che diventano glicosati dopo l’esposizione agli zuccheri, e sono presenti ad alti livelli nei cibi spazzatura. Questa è la prima volta che viene trovata un’associazione tra queste sostanze e l’allergia alimentare.

Sebbene manchino statistiche consolidate sulla prevalenza di questo problema a livello mondiale, vi sono segnali crescenti di un’incidenza in aumento, in particolare tra i bambini piccoli. “Fino ad ora, le ipotesi e i modelli di allergia alimentare non spiegavano adeguatamente il drammatico aumento osservato negli ultimi anni – commenta il principale ricercatore Roberto Berni Canani, a capo del Programma Allergie del Dipartimento di Scienze mediche traslazionali dell’Università Federico II e a capo de Laboratorio di Immunonutrizione del Ceinge – quindi gli Age potrebbero essere l’anello mancante”.

“Il nostro studio – aggiunge Berni Canani – certamente supporta questa ipotesi; ora però abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per confermarlo. Se questo collegamento viene confermato, rafforzerà ila necessità per i governi nazionali di migliorare gli interventi di sanità pubblica per limitare il consumo di cibo spazzatura nei bambini”.

Per Isabel Proaño, direttrice delle comunicazioni dell’European Federation of Allergy and Airways Diseases Patients Association (Efa), “questi nuovi risultati mostrano che ci sono ancora molte questioni ambientali e alimentari che influiscono sulla nostra salute e il nostro benessere. I professionisti sanitari e i pazienti – sottolinea – non hanno tutte le informazioni importanti per affrontare una malattia che ha un impatto drammatico sulla qualità della vita, e l’etichettatura dei prodotti industriali non li aiuterà. Chiediamo alle autorità sanitarie pubbliche di impegnarsi per una migliore prevenzione e cura delle allergie alimentari”.


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