Papa: “Ascoltiamo il grido di Roma”  

Pubblicato da in data 7 Giugno 2019

Papa: Ascoltiamo il grido di Roma

(Afp)

Pubblicato il: 08/06/2019 19:22

Ascoltiamo il grido della città di Roma, scendiamo “in mezzo ai fratelli che abitano nella nostra città”. Il Papa celebra la messa di Pentecoste sul sagrato della Basilica vaticana e nel corso dell’omelia invita i cattolici ad aprire occhi, orecchie ma soprattutto i cuori ad una concreta accoglienza. Circa 50mila i fedeli presenti in piazza San Pietro, anche tanti vescovi del Lazio che ieri, in una lettera ai fedeli che sarà letta in tutte le parrocchie nelle messe di domani, hanno dato voce alla loro preoccupazione per il livello raggiunto a Roma e nel Lazio dalle tensioni sociali e dalle politiche di non accoglienza.

“Carissimi, – dice il Papa – per metterci in ascolto del grido della città di Roma, anche noi abbiamo bisogno che il Signore ci prenda per mano e ci faccia ‘scendere’ in mezzo ai fratelli che abitano nella nostra città, per ascoltare il loro bisogno di salvezza, il grido che arriva fino a Lui e che noi abitualmente non udiamo”. “A me fa piangere quando vedo Chiesa che crede di essere fedele al Signore cercando strade che non vengono dallo Spirito di Dio. Si tratta – osserva Francesco – di aprire occhi e orecchie, ma soprattutto il cuore, ascoltare con il cuore. Allora ci metteremo in cammino davvero. Allora sentiremo dentro di noi il fuoco della Pentecoste, che ci spinge a gridare agli uomini e alle donne di questa città che è finita la loro schiavitù e che è Cristo la via che porta alla città del Cielo. Per questo ci vuole la fede”.

Quanto vorrei che la gente che abita a Roma riconoscesse la Chiesa, ci riconoscesse per questo di più di misericordia, non per altre cose, per questo di più di umanità e di tenerezza, di cui c’è tanto bisogno!” dice Francesco nell’omelia che è occasione per lanciare un nuovo monito all’accoglienza. In questo modo, avverte Francesco, la gente che abita a Roma “si sentirebbe come a casa, la ‘casa materna’ dove si è sempre benvenuti e dove si può sempre ritornare. Si sentirebbe sempre accolta, ascoltata, ben interpretata, aiutata a fare un passo avanti nella direzione del regno di Dio. Come sa fare una madre, anche con i figli diventati ormai grandi”.


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