Tria: “compromesso per stop procedura, giù spread per pil”  

Pubblicato da in data 10 Giugno 2019

Tria: compromesso per stop procedura, giù spread per pil

Giovanni Tria e Pierre Moscovici (Luigi Mistrulli/Fotogramma, Roma – 2018-10-18)

Pubblicato il: 11/06/2019 18:50

L’Italia punta ad un “compromesso” con l’Ue, una mediazione “ragionevole” per scongiurare la procedura sui conti. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria alla Camera per l’informativa sull’azione disciplinare lanciata da Bruxelles gioca la carta della trattativa ad oltranza per rassicurare Parlamento e mercati sui piani del governo, neutralizzando pericolosi rialzi dello spread che pesano su crescita e risparmio.

“E’ nel nostro interesse arrivare a un compromesso e normalizzare definitivamente le condizioni del nostro mercato dei titoli di Stato, la cui solidità è fondamentale non solo per i risparmiatori e le istituzioni finanziarie del Paese ma anche e soprattutto per una vera ripresa dell’economia”, sottolinea il titolare di via XX settembre nel suo intervento a Montecitorio.

Nel ricordare che la proposta di procedura Ue dovrà passare al vaglio del Comitato economico e finanziario, l’assise degli sherpa dei dicasteri delle Finanze europei, e poi del Consiglio Ecofin, il ministro chiarisce che “l’atteggiamento che terrà il governo italiano sarà costruttivo. Ribadiremo le nostre ragioni agli altri paesi europei, ai quali spetterà di trarre le conclusioni e cercheremo un ragionevole punto d’incontro”. Questa è la linea condivisa da tutto il governo perché “è scritta nel Def”, assicura il ministro, dicendosi sicuro del sostegno dell’esecutivo, nonostante le fibrillazioni delle scorse settimane.

Sul fronte Ue “il governo – afferma Tria – ha già fornito alla Commissione e agli altri Paesi membri notevoli rassicurazioni” tuttavia, “ritengo che dovremo renderci disponibili a un dialogo serrato e costruttivo con la Commissione per arrivare a un accordo che consenta di evitare la procedura per disavanzo eccessivo”.

Tria conferma la volontà dell’esecutivo a non deragliare dai principi del Patto. “Il Governo ha preso atto dell’esito della valutazione della Commissione e conferma il suo impegno a rispettare i dettami del Patto di Stabilità e Crescita per l’anno in corso”, ricordando che grazie agli interventi messi in cantiere sul fronte delle entrate e gli attesi risparmi per le nuove politiche di welfare, Rdc in primis, il deficit 2019 “sarà sensibilmente inferiore” alla previsione del 2,5% della Commissione, scendendo fino al 2,1% del pil. Il tutto “senza incidere sul complesso dei servizi per il welfare” tiene a precisare il ministro.

“Il governo ha seguito un approccio prudente e responsabile nella gestione della politica di bilancio per il 2018”, incalza ancora il titolare del Tesoro, sostenendo che l’intervento di Bruxelles “fa parte delle normali procedure di sorveglianza previste dal Trattato e non è in contraddizione con l’accordo di fine 2018 con il Governo italiano. “La Commissione – scandisce – era sostanzialmente tenuta a preparare un Rapporto”.

Adesso la parola passa agli alti funzionari dei dicasteri che si riuniscono oggi a Bruxelles, poi il dossier approderà all’Ecofin di giovedì e venerdì a Lussemburgo per un primo giro di tavolo, mentre la decisione finale potrebbe arrivare alla riunione dei ministri delle Finanze europei dell’8 e 9 luglio. L’Italia ha dunque poco meno di un mese per far valere le sue ragioni a Bruxelles.


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