Il rimpianto di Renault per Fca  

Pubblicato da in data 11 Giugno 2019

Il rimpianto di Renault per Fca

(AFP PHOTO / LOIC VENANCE)

Pubblicato il: 12/06/2019 19:33

I vantaggi della possibile fusione tra Fca e Renault “erano evidenti. Raramente ho visto nella mia carriera di industriale così tante sinergie positive che valorizzavano i gruppi e robuste. Le sinergie erano reali”. Così il presidente di Renault, Jean – Dominique Senard tornando, nel corso dell’Assemblea degli azionisti, sul mancato matrimonio tra Renault e Fca rispondendo agli azionisti del gruppo.

“Siamo stati sedotti da questo progetto quando è arrivata la proposta di Fca”, racconta Senard. “Abbiamo informato subito Nissan essendo consci della breve scadenza. Abbiamo studiato a fondo il progetto con Fca” e il Cda della notte del 5 al 6 giugno “poteva essere quello deciso per approvare la prima tappa della fusione con un accordo non vincolante”. Il board, spiega ancora Senard, “era pronto a votare a favore del progetto con entusiasmo. C’era solo un voto contrario”, il rappresentante del sindacato francese Cgt. “I due rappresentanti di Nissan si sarebbero astenuti in modo positivo”.

Per il presidente di Renault questo progetto “offriva molti vantaggi per Renault, i rappresentanti di Nissan non erano ancora sicuri dei vantaggi per Nissan ma io ero convinto anche dei vantaggi per loro. Questo via libera del Cda avrebbe aperto la strada ad un primo accordo non vincolante. Ma i rappresentanti dello Stato non hanno condiviso questa analisi e il voto non ha avuto luogo e sono molto deluso“.

Il futuro, dopo il ritiro della proposta di Fca nella notte tra il 5 e il 6 giugno, “non lo conosco. Nel contesto attuale dell’industria automobile penso che questa operazione avrebbe dato una forza aggiuntiva al gruppo ed è un progetto che tutti i team all’interno del gruppo vedevano in modo positivo”, spiega ancora Senard. Il progetto “resta nella mia testa. Era un progetto eccezionale e notevole“.

Per la prima volta, aggiunge, “c‘è stata veramente la possibilità di creare un gruppo a base europea, un campione a livello europeo, proprio nel momento in cui ci si lamenta di una mancanza di esistenza di gruppi di questo tipo”, sottolinea ancora : “era un esempio perfetto per dimostrare che in Europa si può fare qualcosa insieme”. Se progetti di questo tipo a livello europeo non possono vedere la luce “sarebbe un’Europa senza speranza” anche visto il contesto internazionale: “e sapete quanto io sia un difensore dell’Europa”. L’Alleanza con Nissan e Mitsubishi, comunque, aggiunge, “rappresenta un pilastro e un motore di sviluppo per ciascun membro dell’Alleanza”. Grande cose, rileva, “sono state compiute con l’Alleanza e grandi progetti ci aspettano ancora”.


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