Maturità, tocca alla ‘Generazione Z’  

Pubblicato da in data 11 Giugno 2019

Maturità, tocca alla 'Generazione Z'

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Pubblicato il: 12/06/2019 06:47

Maturità, il conto alla rovescia entra nel vivo. Manca una settimana all’inizio dell’Esame di Stato: il 19 giugno più di 500mila studenti e studentesse di tutta Italia si siederanno sui banchi per sostenere la prima prova scritta, quella di italiano. E’ la maturità delle prime volte: sarà il primo anno in cui a sostenere gli esami saranno i nati nel Duemila, i nativi digitali, quelli della ‘generazione Z’, che si confronteranno con fogli protocollo, buste e vocabolari. Ma sarà anche il debutto del nuovo esame, riformato dal decreto legislativo 62/2017, con l’introduzione di tantissime novità.La prima prova scritta si terrà il 19 giugno, il 20 la seconda: i giorni sono gli stessi per tutti gli istituti. Una volta avvenuta la correzione delle prove, inizieranno i colloqui orali, per i quali non è prevista una data d’inizio fissa: ogni scuola deciderà autonomamente.

LA PRIMA PROVA – Lo scritto d’italiano avrà una durata di 6 ore. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (tipologia A, due tracce – analisi del testo; tipologia B, tre tracce – analisi e produzione di un testo argomentativo; tipologia C, due tracce – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. A partire da quest’anno la traccia di storia non sarà più presente tra le tipologie: la sua eliminazione ha suscitato forti reazioni da parte di presidi ed insegnanti.

E’ inoltre partito già da tempo il toto-tracce: gli occhi sono puntati soprattutto sugli autori, che con la nuova maturità diventano due. A quanto riporta un sondaggio di Skuola.net, sarebbero D’Annunzio, Leopardi e Ungaretti i prescelti per la poesia, mentre Svevo e Pirandello potrebbero essere scelti per la prosa. Nonostante i dati vedano la vittoria schiacciante degli scrittori presenti nel programma scolastico, 4 maturandi su 5 ipotizzano che un autore sconosciuto possa fare la sua comparsa tra le tracce. Per le altre tipologie si guarda al passato, con particolare attenzione ad anniversari e ricorrenze storiche. Quelle più quotate sono i 30 anni del crollo del muro di Berlino e i 30 dalla nascita di Internet, insieme agli 80 anni dall’inizio della seconda guerra mondiale. Professioni del futuro, immigrazione e fake news sono infine le tracce di attualità che gli studenti vorrebbero trovare sul banco il prossimo 19 giugno, secondo un’indagine di ‘Studenti.it’.

LA SECONDA PROVA – Farà il suo debutto la prova multidisciplinare, vera novità della maturità 2019. Riguarderà più discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, fatta eccezione per gli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. I maturandi dovranno affrontare due materie: latino e greco per il liceo Classico, matematica e fisica allo Scientifico, discipline turistiche e aziendali e inglese per l’Istituto tecnico per il turismo e così via.

LE CORREZIONI – Da quest’anno sia la prima sia la seconda prova scritta saranno corrette secondo griglie nazionali di valutazione: i nuovi parametri di valutazione prevedono il punteggio espresso in ventesimi, sia per gli scritti che per l’orale. Nonostante le griglie siano state diffuse nel mese di novembre, gli studenti e le studentesse sembrano ancora impreparati sulla nuova modalità di valutazione: secondo ‘Studenti.it’, infatti, il 29% non sa ancora quale sia la nuova scala di punteggio usata nelle prove scritte; percentuale che sale al 32% se si chiede il punteggio massimo dell’orale.

L’ORALE – Quanto al colloquio, sarà come sempre pluridisciplinare e non durerà più di 50-60 minuti, compresa la visione delle prove scritte. La commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi contenuti nelle buste, che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio. Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, la commissione predisporrà, per ogni classe, un numero di buste pari al numero dei candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare anche all’ultimo candidato di esercitare la facoltà di scelta. Il presidente di commissione preleverà in modo casuale tre buste alla presenza di ciascun candidato e le sottoporrà a quest’ultimo che ne sceglierà una. I materiali delle buste già scelte dai candidati non potranno essere riproposti in successivi colloqui.

I tecnici del Miur hanno confermato che dentro le buste non ci saranno domande o serie di domande e riferimenti a discipline o argomenti svolti durante l’anno. Durante l’orale i candidati esporranno anche le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Una parte del colloquio riguarderà, inoltre, le attività fatte nell’ambito di Cittadinanza e costituzione, sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe sui percorsi effettivamente svolti.

LA PAROLA AL MINISTRO – “Stare tranquilli, perché è un esame che possono sostenere senza problemi” è il consiglio del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, intervistato da ‘Fanpage.it’. “La maturità rappresenta il momento in cui possono esprimere se stessi e ciò che hanno appreso nel percorso formativo. Nessuno si sogna di sottoporli a prove non alla loro portata. Vogliamo metterli nelle condizioni di dare il meglio”. Sulle novità dell’esame introdotte nel 2017, quando c’era un altro governo, Bussetti commenta: “Noi ci siamo mossi subito, fin dal mio insediamento, per accompagnare le scuole. Come governo abbiamo introdotto anche importanti correttivi nell’interesse dei ragazzi, e abbiamo predisposto un piano di formazione e informazione per evitare confusione e per spiegare nel dettaglio tutte le modifiche previste”.

“Gli studenti hanno apprezzato le tracce proposte in occasione delle simulazioni” aggiunge Bussetti, “e hanno potuto confrontarsi con seconde prove strutturate sulla base di ciò che hanno studiato nel loro percorso. Le novità di questa maturità non sono state introdotte per mia iniziativa. C’era una legge e andava attuata in determinati tempi. […] Usciamo dalla visione dell’esame come test ‘punitivo’ e prendiamolo per quello che è: un’occasione per esprimere se stessi”.

RASSICURAZIONI SULL’ORALE – “È un meccanismo più semplice e trasparente che dovrebbe rassicurare i maturandi: dentro quelle buste non troveranno domande astruse, ma spunti già oggetto di studio che consentiranno loro di condurre il colloquio in modo personale, attraverso l’analisi e il commento, per esempio, di un componimento poetico, della riproduzione di un quadro, di una tabella con dati, di un grafico, di un progetto”, ha chiarito il ministro. “L’Esame è cambiato nelle modalità ma non negli obiettivi che si prefigge. Serve ad accertare conoscenze e competenze sviluppate nel percorso formativo. Di conseguenza, a nessun maturando verrà mai chiesto qualcosa che non ha studiato”.

Bussetti ha poi concluso con un suggerimento per affrontare l’esame: “Sembrerà banale ma, secondo me, non possono mancare l’impegno, la lucidità e la passione. Impegno, perché è un traguardo importante nella vita di tutti noi e bisogna dare il massimo, viverlo al meglio, sapendo di non aver lesinato le proprie forze ed energie”. La maturità “è un esame, indubbiamente. Ma è anche un capitolo dell’esistenza di ciascuno che rimarrà per sempre nei ricordi. Per questo invito tutti a goderselo senza stress né agitazione“.


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