Fisco: Uil, 10,2 mld da acconto Imu-Tasi, ultimi giorni per saldare  

Pubblicato da in data 12 Giugno 2019

Imu-tasi: 10,2 mld da acconto giugno, ultimi giorni per pagare

Pubblicato il: 13/06/2019 13:21

Ammonta a 10,2 miliardi di euro l’acconto Imu-Tasi atteso nelle casse dell’Erario il 17 giugno per un conto totale, al saldo del prossimo dicembre, di 20,5 miliardi di euro attese nelle casse dello Stato. A pochi giorni dalla scadenza la Uil torna a fare i conti sul gettito previsto dal pagamento del’imposta sugli immobili e quella sui servizi indivisibili, come l’illuminazione pubblica o la manutenzione strade.

Dati alla mano secondo il nuovo Rapporto elaborato dal servizio politiche territoriali del sindacato, il costo medio complessivo dell’Imu-Tasi sulla seconda casa in un capoluogo di provincia, spiega Ivana Veronese, segretaria confederale Uil, sarà di 1.070 euro medi (535 euro da versare con la rata di giugno) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città. Il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi; a Bologna 2.038 euro; a Genova 1.775 euro; a Torino 1.745 euro. Valori più contenuti invece ad Asti con un costo medio di 580 euro, a Gorizia con 582 euro, a Catanzaro con 659 euro, Crotone con 672 euro e Sondrio con 674 euro.

Sul fronte delle aliquote, la media applicata per le seconde case tra Imu e Tasi ammonta al 10,4 per mille e in molti Comuni (480 municipi di cui 18 Città capoluogo) è stata confermata ‘l’addizionale Tasi’, fino a un massimo dello 0,8 per mille. Inoltre più di 200 Comuni, quest’anno, hanno rialzato le aliquote, tra questi troviamo quattro città capoluogo (Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino). Di segno opposto le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Biella, Vercelli dove le aliquote scendono.

Sul versante, ville e castelli, dunque ‘prime case di lusso’ in capoluoghi di provincia il costo medio sarà di 2.610 euro (1.305 euro con l’acconto), con punte di oltre 6 mila euro.

Sul fronte pertinenze, chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) dovrà versare l’impsta con l’aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro con l’acconto), con punte di 110 euro annui. Per una seconda pertinenza della stessa categoria catastale a Roma si pagano mediamente 110 euro annui; a Milano 99 euro annui; a Bologna 96 euro annui; a Firenze 95 euro annui; a Napoli 95 euro annui.

“Molti i Comuni che hanno aumentato quest’anno le aliquote, dopo tre anni di blocco – commenta Veronese – complice anche il fatto che quasi 4 mila Comuni, quest’anno, sono andati al voto per rinnovare i propri organi e anche perché soprattutto nei capoluoghi di provincia le aliquote sono già al massimo”. Nel ricordare che la Commissione Ue chiede la reintroduzione della tassa sulla prima casa, Veronese sottolinea che prima serve la “revisione dei criteri che regolano i valori catastali, che non dovrà significare maggiori prelievi ma una diversa e più equa ripartizione del prelievo sugli immobili. Ovviamente sempre accompagnando questo processo a una lotta ‘senza se e senza ma’ all’evasione fiscale”, conclude.


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