Petroliere “sotto attacco” in Golfo Oman  

Pubblicato da in data 12 Giugno 2019

Petroliere sotto attacco in Golfo Oman

(Afp)

Pubblicato il: 13/06/2019 13:31

Due petroliere presenti nel Golfo dell’Oman hanno lanciato richieste di soccorso per ”un attacco” subito questa mattina. Si tratta della norvegese Front Altair, battente bandiera delle Isole Marshall che aveva caricato petrolio nel porto di Fujairah negli Emirati, e della Kokuka Courageous, battente bandiera di Panama, che aveva caricato metanolo in Arabia Saudita ed era diretta a Singapore. La Marina statunitense e quella iraniana sono intervenute per prestare aiuto e fornire assistenza. I 44 membri dei due equipaggi sono stati evacuati e trasferiti nel porto di Jask, sulla costa sudorientale nella provincia iraniana di Hormozgan.

L’agenzia marittima norvegese ha confermato l’attacco parlando di tre esplosioni a bordo della Front Altair a seguito delle quali si è sviluppato un incendio a bordo della nave. Al momento le dinamiche dell’incidente non sono chiare.

Frontline, la società armatrice norvegese proprietaria della petroliera Front Altair è cauta. “C’è stata un’esplosione seguita da un incendio. Ma non abbiamo ancora stabilito cosa abbia causato l’esplosione – ha detto un portavoce della Frontline -. Non confermiamo che sia stato un attacco, perché non possiamo farlo. Il portavoce ha poi precisato che la petroliera non è affondata e che è stata affiancata da un rimorchiatore di salvataggio. “Quello che posso dire è che tutti i 23 membri dell’equipaggio sono salvi e sono stati trasferiti a bordo di un’altra nave che si trovava vicino” ha spiegato ancora il portavoce di Frontline.

Interpellato dal giornale norvegese Vg, il portavoce ha precisato che i membri dell’equipaggio sono cittadini di Russia, Georgia e delle Filippine. Mentre un portavoce della guardia costiera dell’Oman, Nesser Selin, ha confermato, sempre ai media norvegesi, ha parlato di un “attacco e un’esplosione a bordo della nave norvegese”. Anche Yutaka Katada, a capo della Kokuka Sangyo, armatore giapponese dell’altra petroliera attaccata, ha confermato l’avvenuto attacco e il danneggiamento della sua nave.

A esprimere dubbi sulla tempistica “sospetta” degli “attacchi” è stato invece il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif. Dire che è “sospetto non è sufficiente per descrivere ciò che apparentemente è successo stamattina” alle due petroliere “legate al Giappone” che si sono verificate “mentre il primo ministro (giapponese, ndr), Abe Shinzo, stava incontrando la Guida Suprema iraniana a Teheran, l’ayatollah Ali Khamenei, per colloqui approfonditi e amichevoli”, ha scritto Zarif su Twitter, sottolineando che “il Forum per il dialogo regionale proposto dall’Iran è imperativo”.


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