Comuni: Diana Bracco, ‘periferie importanti, è necessario fare rete’  

Pubblicato da in data 13 Giugno 2019

Diana Bracco: Periferie importanti, serve fare rete

Diana Bracco

Pubblicato il: 14/06/2019 12:02

“Il nostro punto di partenza è stato semplice: oggi in Europa il 54% delle persone vive nelle città e le previsioni dicono che nel 2030 si arriverà al 77%. Le città esercitano un potenziale di attrazione fortissimo. Ma la crescita delle aree urbane è un fenomeno che alimenta problematiche che vanno gestite perché molto del disagio contemporaneo ha proprio nell’incuria dei territori “ai margini” il suo humus”. E’ il monito lanciato da Diana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco, nel suo intervento alla seconda Conferenza nazionale sulle periferie urbane ‘Dieci, cento, mille centri’, che prende il via oggi a Palermo. Presenti anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e il vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo. “Anche per questo il tema delle periferie ha visto, negli ultimi anni, un impegno crescente di amministratori locali, organizzazioni non-profit, fondazioni private e imprese – dice Bracco – Tutti impegnati nell’individuazione di esperienze capaci di unire luoghi e comunità, nella consapevolezza che solo crescendo tutti insieme si cresce davvero. Forti di queste evidenze, come Fondazione Bracco abbiamo dato vita, insieme a tanti partner, a questo ciclo itinerante di Conferenze, che ha diversi obiettivi: valorizzare le periferie urbane, far conoscere i più riusciti interventi in città italiane e straniere, e consolidare sempre più la collaborazione pubblico-privato”.

“Del primo appuntamento ricordo ancora le parole dell’Arcivescovo di Milano, Monsignor Delpini, che ci lasciò un messaggio pieno di speranza sulle possibilità di una feconda integrazione tra i territori; quelle del Sindaco Sala, che aprì la Conferenza nell’Auditorium di Fondazione Cariplo proprio ribadendo l’impegno prioritario della sua Amministrazione sul fronte delle periferie; e quelle di Ottavio Di Blasi, del progetto G124 di Renzo Piano, che citava le parole del grande architetto sul valore del “rammendo” dei diversi quartieri cittadini – prosegue Diana Bracco – Il nostro evento di oggi a Palermo, organizzato con la partecipazione del Comune e la collaborazione della Fondazione Nesta Italia, è dunque l’occasione per proseguire la riflessione sulle realtà urbane. Per ottenere risultati concreti, che a me da donna d’azienda stanno molto a cuore, c’è bisogno di una pluralità di attori e di fare rete, ed è per questo che abbiamo scelto di declinare la giornata in quattro sessioni parallele che affrontano temi strategici per il futuro delle città: impresa e non profit, povertà educativa, turismo, infrastrutture e sostenibilità e infine l’arte come forza ed esperienza rigeneratrice”.

“Oggi le aziende sono un soggetto sociale attivo e integrato. E non è solo la cultura che deve vedere le imprese protagoniste. Anche per gli altri SDG – Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, che delineano un nuovo paradigma di politica di sviluppo globale, sostenibile e inclusivo, c’è bisogno di un impegno forte del settore privato”, prosegue Bracco. “Come Bracco, ad esempio nella periferia di Milano, abbiamo in piedi diverse attività, tra cui il progetto “Oltre i margini”. “Lasciatemi concludere proprio parlando di quest’ultimo progetto, che ci vede al fianco della Parrocchia “Sant’Arialdo” di don Paolo Steffano di Baranzate, in provincia di Milano – dice – Il Comune di Baranzate è il secondo in Italia per concentrazione di migranti residenti (33% su 11mila abitanti), in rappresentanza di ben 72 etnie. “Oltre i margini”, un modello di servizi per un territorio fragile, si articola in tre assi principali di attività: l’inclusione sociale tramite il lavoro, la tutela della salute dei soggetti ai margini e il contrasto alla povertà educativa”.

“Questo progetto non si ferma, e si arricchisce sempre di nuove iniziative. La prima si chiama “InOltre”: abbiamo acquistato e riqualificato un immobile di 1.415 metri quadrati coperti e 760 scoperti che si sta trasformando in uno spazio dove solidarietà e integrazione trovano accoglienza nel segno della condivisione dei saperi. Infatti ben sappiamo che uno spazio urbano non basta che sia piacevole e curato ma deve essere anche capace di produrre e distribuire cultura (basti pensare al ruolo delle biblioteche comunali), che a sua volta genera relazioni e capitale sociale – dice ancora Diana Bracco – La seconda è il progetto “Kiriku – A Scuola di inclusione”, per contrastare la povertà educativa attraverso un palinsesto di attività integrate, rivolto ai bambini dai 0 ai 6 anni (e ai loro genitori) di Baranzate. Di questa iniziativa ci parlerà diffusamente don Paolo nel pomeriggio. Tutti questi interventi hanno avuto e avranno un impatto documentabile. La misurabilità delle pratiche sociali è oggi fondamentale, perché ci permette di valorizzare e di migliorare continuamente il nostro operato. La lezione che ci viene da questo bilancio è semplice ma molto importante: esiste un costo del NON fare nel sociale. Se invece si agisce in modo preventivo e inclusivo, se si garantiscono accoglienza e opportunità, allora si ottiene anche un ritorno economico, oltre che umano, per tutta la comunità”.


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