Primo drink a 11-14 anni, è allarme sballo del sabato sera  

Pubblicato da in data 13 Giugno 2019

Primo drink a 11-14 anni, è allarme sballo del sabato sera

The girl bartender prepares a cocktail in the nightclub.

Pubblicato il: 14/06/2019 15:10

Con l’inizio delle vacanze scolastiche, la moda dello sballo del sabato sera preoccupa l’Ordine dei medici di Napoli. Le intossicazioni da alcol e droga, così come gli incidenti stradali legati all’abuso di sostanze, danno forma a Napoli a un vero e proprio bollettino di guerra. Sono infatti numeri allarmanti quelli emersi nel corso dell’incontro ‘I giovani e la febbre del sabato sera’, voluto e organizzato dalla Commissione comunicazione e dal Cug dell’Omceo Napoli. Il debutto alcolico in Campania è sempre più precoce: più della metà dei ragazzi ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 e i 14 anni (52,8%). Oltre la metà a 11-19 anni beve ‘qualche volta’ (51,6%), mentre l’8,2% lo fa ‘spesso’. Uno “sballo mortale”, come lo ha definito senza mezzi termini Giuseppe Galano, responsabile della Centrale operativa del 118 di Napoli e attività territoriali.

“I dati ci dicono che il consumo di allucinogeni, anfetamine e droghe sintetiche – ha spiegato Galano – si diffonde ormai con estrema facilità tra i giovani e anche tra gli adolescenti. Ed è un fenomeno in continuo aumento, anche perché i costi di queste droghe sono bassi e si possono reperire con estrema facilità”. Ad aggravare la pericolosità di queste sostanze sono i mix letali. Spesso le pasticche vengono assunte con alcol. Il dossier presentato all’Ordine dei Medici di Napoli rivela un altro aspetto allarmante: l’identikit dei giovani a rischio non è quello di ragazzi problematici, bensì “normali adolescenti che purtroppo non percepiscono il pericolo, vivono tutto questo in modo inconsapevole, in preda a un senso di emulazione che fa venire meno quello del rischio”.

Ragazzi come Nico, il giovane napoletano (20 anni) morto la scorsa estate dopo una notte trascorsa in discoteca a Positano, trovato senza vita in un vallone della località turistica della costiera amalfitana. All’Omceo di Napoli è stato il papà di Nico a portare la testimonianza del suo dolore. “Una delle esperienze più scioccanti – ha detto – l’ho vissuta all’uscita della discoteca, quando ancora speravo di poter trovare il mio ragazzo in vita. Decine e decine di giovanissimi accasciati a terra, in preda ai postumi della sbornia o sotto effetto di droghe. Una scena da far rabbrividire, vissuta da tutti come se fosse la cosa più normale del mondo e un solo unico obiettivo: ‘smaltire rapidamente per mettersi alla guida e tornare a casa‘”.

I dati campani descrivono una situazione ormai fuori controllo. In particolare, tra i 15-19enni la percentuale di chi beve qualche volta sale al 65% e solo due su 10 sono astemi. Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beve di più (33,1%) e una identica percentuale rivela di aver visto un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in video mentre beveva.

Altrettanto preoccupanti i dati che emergono dalla Centrale del 118 di Napoli. Nel 2018 le chiamate di soccorso per abuso di alcol sono state 409 (nei primi 5 mesi del 2019 sono già poco meno di 150), quelle per crisi dovute al consumo di droga nel 2018 sono state 372 (nei primi 5 mesi del 2019 poco meno di 70).

Addirittura 4.673 gli incidenti stradali nel 2018 legati o meno al consumo di sostanze stupefacenti e alcol (da gennaio a maggio 2019 già 1.395). Il dossier svela che nei mesi estivi l’accesso al 118 per incidenti stradali e assunzione di stupefacenti aumenta in modo esponenziale. Due sono i mesi più critici, luglio e agosto, che invece dovrebbero essere i mesi migliori per mettersi alla guida. Sessanta giorni in cui la rete dell’emergenza e urgenza regge a fatica. Il sovraccarico di lavoro è spesso determinato dal trend dello ‘sballo’ estivo: ebbrezza alcolica fino al coma etilico, uso di sostanze stupefacenti rimediate a poco prezzo all’ingresso di locali e discoteche, o passeggiando sul lungomare delle località balneari.


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