Il lunedì nero delle tasse  

Pubblicato da in data 14 Giugno 2019

Il lunedì nero delle tasse

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Pubblicato il: 15/06/2019 09:25

Data da bollino nero nel calendario fiscale dei contribuenti italiani: lunedì 17 giugno. Per imprese e famiglie, infatti, “è il primo tax day dell’anno, visto che saranno chiamate a versare all’Erario 32,6 miliardi di euro. Una vera e propria stangata” riferisce la Cgia di Mestre. “Oltre ad avere una pressione fiscale tra le più elevate d’Europa – sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo – in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che, all’interno della propria attività, in moltissimi casi non dispongono nemmeno di un ufficio amministrativo minimamente strutturato”.

Secondo la stima elaborata dall’Ufficio studi della Cgia, gli imprenditori dovranno pagare al fisco le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori (12 miliardi di euro) mentre famiglie e imprese saranno chiamate a versare l’Imu-Tasi in capo alle seconde/terze case e agli immobili strumentali (9,9 miliardi di euro). Industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi, inoltre, dovranno versare l’Iva allo Stato (9,8 miliardi) e infine si dovranno corrispondere le ritenute Irpef trattenute sui compensi dei lavoratori autonomi (935 milioni di euro).

“Con una tassazione inferiore e più semplice – commenta il segretario Renato Mason – anche l’Amministrazione finanziaria potrebbe lavorare meglio ed essere più efficace. La selva di leggi, decreti e circolari esplicative presenti nel nostro ordinamento tributario, invece, complica la vita a tutti, relegandoci tra il gruppo di paesi meno attrattivi per gli investitori stranieri anche per questo motivo”.

Per lunedì, segnalano dalla Cgia, “non saranno pochi gli imprenditori che avranno difficoltà a recuperare le risorse economiche per onorare gli impegni fiscali. Oltre alla congiuntura difficile, le banche continuano a erogare il credito con il contagocce”. Sebbene la situazione dei crediti deteriorati sia scesa ai livelli pre-crisi, i prestiti bancari alle imprese di piccola dimensione (meno di 20 addetti) sono in costante calo dal 2012.

Una contrazione che, secondo la Banca d’Italia, solo in parte è ascrivibile a una diminuzione della domanda di credito o a fattori di rischio. Questo trend, purtroppo, è proseguito anche nei primi mesi di quest’anno. Nello scorso mese di marzo, infatti, l’erogazione a queste piccole realtà produttive è scesa, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, di 2,3 punti percentuali.


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