“Dal 2018 Rousseau per il fisco è un ente commerciale”  

Pubblicato da in data 17 Giugno 2019

Dal 2018 Rousseau per il fisco è un ente commerciale

(Fotogramma)

Pubblicato il: 18/06/2019 19:08

di Antonio Atte

Sulla carta era e resta una no-profit, ma per il fisco dal 2018 non è più un ente non commerciale. Questo, secondo la nota integrativa all’ultimo bilancio dell’Associazione Rousseau, è il nuovo ‘status’ della creatura di Davide Casaleggio che gestisce la piattaforma web del Movimento 5 Stelle. Nella nota al rendiconto viene spiegato che Rousseau svolge la propria attività “senza il perseguimento di alcuna finalità di lucro”.

Ma poi si precisa che i contributi versati da parlamentari e consiglieri regionali (300 euro a testa, come da regolamento M5S) “sono stati qualificati ai fini fiscali come soggetti ad Iva e alle imposizioni dirette, qualificando fiscalmente la stessa Associazione come rientrante nei parametri di cui all’art. 149 del Dpr 917/1986, individuati alla data di chiusura del presente esercizio”. La norma in questione (‘Perdita della qualifica di ente non commerciale’) prevede che “indipendentemente dalle previsioni statutarie, l’ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciale per un intero periodo d’imposta”.

Interpellato dall’Adnkronos, l’entourage di Rousseau afferma che il cambiamento riguarda solo l’aspetto fiscale e non quello giuridico. “L’Associazione Rousseau – si sottolinea – dal 2018 rientra in una gestione fiscale dei propri proventi ed oneri”: questa situazione, evidenziano le stesse fonti, “determina solo la configurazione dello status tributario (con le dovute implicazioni di pagamento imposte) mentre non investe in alcun modo lo status giuridico che continua ad essere un ente associativo privo di scopo di lucro senza alcuna necessità di modifica dello statuto, ed in tal senso opera”. Una svolta che, spiegano, sarebbe stata dettata dal fatto che non tutti i parlamentari ‘contributori’ sono soci dell’Associazione.

Nell’anno 2018 Rousseau ha ricevuto come “contributi da persone fisiche” un milione 124mila e 54 euro, cifra che riguarda principalmente “il contributo per le piattaforme tecnologiche per l’attività dei gruppi e dei parlamentari” ed “il contributo per lo Scudo della rete avviato nel 2018”. Solo grazie ai versamenti dei parlamentari, l’Associazione presieduta da Casaleggio ha incassato 699mila 844 euro. Numeri che hanno esposto Rousseau alle critiche del Partito democratico. “A che titolo un’Associazione privata ottiene 700mila euro dai parlamentari?”, è l’interrogativo sollevato dal dem Francesco Boccia, per esempio.

Per Rousseau si tratta di contributi ricevuti “a fronte di attività svolte” che, come specificato nella nota al bilancio, vanno dalla “partecipazione degli iscritti alle consultazioni e votazioni in rete” alla “divulgazione delle attività svolte dai portavoce nell’esercizio del mandato elettivo”; dallo “sviluppo di una sempre più ampia rete di consensi intorno all’azione del Movimento 5 Stelle” alla “effettuazione di studi ed indagini per esaminare tematiche di interesse ed individuare le possibili soluzioni”, a cui si aggiunge anche “l’assistenza al Movimento 5 Stelle ed ai suoi esponenti” per lo “svolgimento delle attività di loro competenza, nonché per l’esecuzione degli adempimenti di carattere tecnico, burocratico, amministrativo, normativo, giuridico e fiscale”.


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