Maturità, ecco i voti dei politici  

Pubblicato da in data 17 Giugno 2019

Maturità, ecco i voti dei politici

Un giovane Matteo Salvini nel 1993 a Milano (Fotogramma)

Pubblicato il: 18/06/2019 14:37

di Federica Mochi

L’ansia per lo scritto, la trepidazione per l’orale. E soprattutto un evergreen: ‘la notte prima degli esami’, come cantava, inconsolabile, Antonello Venditti. Anche gli uomini e le donne che fanno o hanno fatto politica, esattamente come i 500 mila studenti che domani affronteranno la prima prova scritta, hanno fatto l’esame di maturità. In alcuni casi chiudendo il loro cursus studiorum con risultati eccellenti, in altri con performance non particolarmente brillanti.

C’è chi, come il vicepremier Luigi Di Maio, non ha avuto problemi (100/100 al liceo ‘Vittorio Imbriani’ di Pomigliano d’Arco) e chi, invece, come il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha ammesso candidamente di aver preso 40/60 alla maturità come perito elettronico. Certo, Bussetti ha poi conseguito il diploma universitario all’Isef di Milano e vanta una laurea specialistica magistrale in Scienze e Tecniche delle attività motorie, ma insomma 40/60, per un ministro che si occupa di scuola, non è un poi molto.

Ha preso 40/60 anche il presidente della Camera, Roberto Fico, diplomatosi al liceo classico ‘Umberto I’ di Napoli. E non ha mai fatto mistero del suo voto di maturità il leader del Carroccio, Matteo Salvini: 48/60 al liceo classico ‘Alessandro Manzoni’ di Milano.

Latino allo scritto, greco e storia all’orale per il ministro dell’Interno e vicepremier che, dopo il diploma, si è iscritto a Scienze Storiche, interrompendo però il corso di studi quando gli mancavano ‘solo’ cinque esami dalla laurea. “Mi ricordo che tenevo aperti i libri fino alle quattro di mattina, cosa che non si dovrebbe mai fare – ha raccontato Salvini -. La mattina dell’esame mi sono alzato tranquillo, mi sono bevuto un caffè e sono andato a comprare la Gazzetta dello Sport. Arrivai a scuola pimpante con la ‘rosea’ in mano: avevo che me la dovevo godere”.

Prima di diventare ‘l’avvocato degli italiani’, il premier Giuseppe Conte si è diplomato al liceo classico ‘Pietro Giannone’ a San Marco in Lamis, vicino Foggia, ottenendo 60/60. Voto da secchione anche per il portavoce del premier, Rocco Casalino, che – dopo gli studi in Germania – ha conseguito il suo diploma all’Istituto tecnico commerciale con 60/60 e poi si è laureato in ingegneria elettronica a Bologna.

Una vera fuoriclasse è stata anche la sindaca di Torino, la pentastellata Chiara Appendino, che si è diplomata con 98/100 al liceo classico ‘Vincenzo Gioberti’ di Torino. Risultato brillante anche per Virginia Raggi, anche lei sindaco a 5 Stelle, che ha superato l’esame di maturità al liceo scientifico ‘Newton’ di Roma con 55/60.

Non è stata da meno la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta (M5S), che alla maturità classica al liceo ‘Antonio Mancinelli’ di Velletri ha ottenuto 58/60. Risultato soddisfacente anche per il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che, al liceo scientifico ‘Blaise Pascal’ di Manerbio, provincia di Brescia, si è diplomato con 54/60.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, vanta invece ‎un diploma da perito odontotecnico all’Istituto ‘De Amicis’ di Roma. Dopo, però, Zingaretti non ha seguito il consiglio di un’altra canzone, quella di Edoardo Bennato, ‘Dopo il liceo che potevo far? Non c’era che l’Università, ma poi il seguito è una vergogna son fuori corso qui in facoltà’. Infatti, il segretario dem, come altri politici italiani, l’Università non l’ha neppure iniziata.


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