Con Reddito e pace fiscale l’Isee fa il pieno  

Pubblicato da in data 18 Giugno 2019

Con Reddito e pace fiscale l'Isee fa il pieno

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Pubblicato il: 19/06/2019 17:51

Reddito di cittadinanza e pace fiscale spingono l’Isee che registra un trend di super crescita nei primi 6 mesi dell’anno: al 16 giugno, dunque a semestre non ancora concluso, ammontano a 5,36 milioni i modelli elaborati dai Caf, il 26% in più dei 4,24 milioni totalizzati nel 2018 che a fine anno potrebbero toccare quota 7,3 milioni contro i 6,3 mln dello scorso anno. Non decollano invece i 730 on line, solo il 13-14% in più del 2018 rispetto ad un boom atteso dal Mef mentre quelli cartacei continuano a fare la parte del leone: circa 10,3 milioni di dichiarazioni presentate ai Caf al 14 giugno scorso contro i 17 milioni alla scadenza fiscale del 2018. A fare il punto la Consulta Nazionale dei Caf doppiamente “preoccupata” sia per la scarsa copertura finanziaria garantita dall’Inps per le elaborazioni Isee che per il taglio effettuato dal Mise sui finanziamenti previsti per l’assistenza fiscale relativa ai 730 cartacei.

A dare voce ai timori dei centri di assistenza fiscale i coordinatori della Consulta nazionale dei Caf, Mauro Soldini e Massimo Bagnoli. “I 109 milioni di dotazione assicurata dall’Inps per coprire la gratuità dell’Isee per l’intero anno potrebbero arrivare a coprire l’attività di elaborazione solo fino a settembre”, denunciano calcolando una perdita media di 10 euro per ogni Isee lavorato e di 15 euro domanda di accesso al Reddito di cittadinanza.

Quanto ai 730 online le dichiarazioni dei redditi presentate in autonomia dai contribuenti aumentano ma senza registrare quel boom atteso dal Mef: quelle presentate al 18 giugno infatti, dice sempre la Consulta dei Caf, si attestano a quota 1,8 mln contro i 2,7 mln registrate nell’intero 2018. Un dato che a fine scadenza porterebbe l’on-line a superare i 3 milioni di dichiarazioni, il +13-14% di quanto registrato l’anno precedente. Un aumento che non giustificherebbe dunque quel ‘taglio’ ai compensi dei Caf deciso nel 2015 e che per il 2019 prevede un tetto massimo di 217 milioni ai finanziamenti relativi all’assistenza fiscale prestata sui 730 cartacei. La denuncia arriva dalla Consulta nazionale dei Caf che calcola come ogni 730 abbia in realtà un costo ‘industriale’ di 35 euro a fronte dei 9 euro che saranno rimborsati per il 2019: un gap che comporta uno ‘sforamento’ di quanto fatturato del 42%, stimano ancora Bagnoli e Soldini.

I Caf lavorano sottocosto“, ribadiscono ancora i coordinatori della Consulta Nazionale annotando come “le tariffe ai contribuenti abbiano registrato nel 2019 un aumento di 1-2 euro al massimo rispetto agli anni precedenti”.Tariffe che mediamente sono più alte al Nord di quelle del Sud, 50-60 euro contro i 15 del meridione. Ma per rimontare il gap nei costi determinato da una politica “estrema di spending review”, i Caf stanno cercando di allargare l’offerta ‘fiscale’ mettendo in campo una vera e propria attività di consulenza e non solo, dicono ancora Soldini e Bagnoli: è degli ultimi tempi l’estensione della propria attività anche all’imposta di successione. Non solo. La Consulta dei Caf sta anche vagliano la possibilità di riprendere in mano quel ricorso bocciato dal Tar del Lazio nel 2016 contro il taglio effettuato con la legge di bilancio per ripresentare la richiesta di revisione al Consiglio di Stato.


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