Veneto, pronti ad accogliere sfollati napoletani  

Pubblicato da in data 20 Giugno 2019

Veneto, pronti ad accogliere sfollati napoletani

Pubblicato il: 21/06/2019 17:53

Cambiano i tempi: ormai anche i più facinorosi ‘nordisti’ non espongono più gli striscioni ‘Forza Etna, Forza Vesuvio’; la Lega ha cancellato il Nord dal suo simbolo ed è diventata una forza nazionale, e la Padania ha lasciato il posto all’intero stivale italico, con il Carroccio che vince da Nord a Sud, isole comprese.

Ed è in questo clima di riappacificazione nazionale, (da parte della Lega), che si inserisce anche il protocollo d’intesa tra la Giunta del Veneto, regione in cui il partito di Salvini e Zaia ha il record assoluto di consensi, e l’amministrazione regionale della Campania e i Comuni di Napoli, Sant’Anastasia e San Giuseppe Vesuviano e l’enclave di Pomigliano d’Arco, per accogliere la popolazione locale che eventualmente dovesse essere sgomberata in caso di una malaugurata eruzione del Vesuvio, grazie ad una “Pianificazione di emergenza per rischio vulcanico del Vesuvio e dei Campi Flegrei”, come recita la delibera della giunta regionale del Veneto approvata lo scorso 18 giugno.

La giunta regionale del Veneto ha così approvato una delibera, su relazione dell’assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin che prevede che “ai fini della salvaguardia della vita delle persone che vivono alle falde del Vesuvio e nell’area dei Campi Flegrei, l’evacuazione cautelativa, in caso di ripresa dell’attività eruttiva del Vesuvio, come l’unica misura di salvaguardia della popolazione della “Zona rossa” dell’area vesuviana”, e “l’elaborazione di una specifica pianificazione regionale per il trasferimento e l’accoglienza della popolazione da assistere, sulla base delle indicazioni operative del Capo Dipartimento della Protezione Civile”.

“La direttiva definisce che, nell’eventualità di calamità lungo le pendici del Vesuvio – precisa l’assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin – noi in Veneto ci impegniamo ad accogliere circa 32.500 persone su 544.000 pari a circa il 6%. Giusto per avere un’idea la Lombardia si impegna ad accogliere circa 100mila persone ed il Lazio circa 60mila.”


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