Clima: con cambiamenti aumenterà domanda globale energia, nel 2050 fino a +58%  

Pubblicato da in data 23 Giugno 2019

Su le temperature, tra 30 anni ci servirà il 58% di energia in più

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Pubblicato il: 24/06/2019 13:55

Entro 30 anni il riscaldamento globale causerà una crescita globale della domanda di energia. Al 2050 il cambiamento climatico porterà un aumento compreso tra l’11 e il 27%, se il riscaldamento sarà modesto, e tra il 25% e il 58% se il riscaldamento sarà elevato. Vaste aree dei tropici, così come l’Europa meridionale, la Cina e gli Stati Uniti, sperimenteranno probabilmente i maggiori aumenti. I più importanti cambiamenti nella domanda riguarderanno l’elettricità per raffreddare gli ambienti nell’industria e nel settore dei servizi.

Lo rivela uno studio pubblicato oggi su Nature Communications da ricercatori dell’International Institute for Applied Systems Analysis (Austria), Università Ca’ Foscari Venezia e Cmcc (Italia) e Boston University (Usa). “In linea generale, le nostre società si adegueranno al cambio delle temperature aumentando il raffreddamento degli ambienti durante le stagioni calde e diminuendo il riscaldamento durante le stagioni fredde”, spiega Enrica De Cian, professoressa all’Università Ca’ Foscari Venezia e ricercatrice presso il Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc)

“Questi cambiamenti nel condizionamento degli spazi – continua – avranno un impatto diretto sui sistemi energetici, dal momento che le imprese e le famiglie richiederanno meno gas naturale, petrolio ed elettricità per via delle minori esigenze di riscaldamento e viceversa più energia elettrica per soddisfare le maggiori esigenze di raffreddamento degli ambienti”.

“La questione se il futuro riscaldamento del pianeta causerà un aumento o una diminuzione della domanda di energia, spiega Ian Sue Wing, professore alla Boston University – è una problematica cruciale. Se l’uso di energia aumentasse a livello globale e portasse ad ulteriori emissioni di gas a effetto serra, il maggiore consumo di energia per il condizionamento degli spazi potrebbe rendere ancora più difficile e costoso mitigare il cambiamento climatico futuro“.

“La quantificazione di questo rischio – aggiunge Ian Sue Wing – ha richiesto la valutazione del modo in cui il fabbisogno energetico da parte dei diversi tipi di consumatori, in climi diversi, verrà influenzata dal riscaldamento globale. I nostri risultati potranno quindi essere utilizzati dalla comunità scientifica per calcolare come le dinamiche di assestamento del mercato energetico determinano in ultima analisi i cambiamenti nel consumo di energia e nelle emissioni”.

Bas van Ruijven, ricercatore presso Iiasa, aggiunge che “più basso sarà il reddito pro capite, maggiore sarà la quota di questo reddito che le famiglie dovranno dedicare per adattarsi agli aumenti della domanda di energia. Nel caso di rapida crescita demografica considerato da alcuni scenari del nostro studio, l’aumento della temperatura al 2050 potrebbe esporre mezzo miliardo di persone a più basso reddito in paesi del Medio Oriente e dell’Africa ad aumenti della domanda di energia del 25% o più. I più poveri dovranno quindi confrontarsi non solo con sfide pecuniarie, ma anche con il maggiore rischio di malattie e di mortalità legate al calore, in particolare nelle aree con forniture di elettricità inaffidabili o dove mancano del tutto le connessioni alla rete”.

Per i ricercatori, i responsabili politici devono essere consapevoli che anche modesti cambi del clima porteranno ad un aumento sensibile della domanda di energia in diverse aree del mondo. Lo sviluppo economico nei paesi più poveri sarà quindi essenziale per aiutare le persone ad adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici.


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