Stallo a Lampedusa  

Pubblicato da in data 25 Giugno 2019

Sea Watch lancia raccolta fondi

(Afp)

Pubblicato il: 26/06/2019 10:32

“Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone salvate sul #seawatch3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti condanne in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani, condividi questo post e fai una donazione per la sua difesa legale”. E’ il post-appello pubblicato, questa mattina, sul profilo Facebook della Ong Sea Watch. Parole che fanno presagire tutta l’intenzione del capitano della nave Carola Rackete di proseguire nell’intento, annunciato ieri, di voler far sbarcare a Lampedusa, nonostante il divieto del Ministero, i 42 migranti da 14 giorni a bordo della nave. “Sono responsabile per le 42 persone salvate in mare e che non ce la fanno più. Le loro vite sono più importanti di qualsiasi gioco politico” scrive il capitano Rackete.

Ieri la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha rigettato il ricorso presentato dalla Sea Watch per ottenere l’autorizzazione allo sbarco in Italia. “Questa mattina – si legge in un nuovo tweet di Sea Watch – abbiamo comunicato ai naufraghi la decisione della Corte di rigettare il ricorso. Sono disperati. Si sentono abbandonati. Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell’Europa, dei loro diritti umani”.


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