Parlamento, Fico: “Tetto a parole e commi, per leggi più chiare”  

Pubblicato da in data 27 Giugno 2019

Parlamento, Fico: Tetto a parole e commi, per leggi più chiare

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Pubblicato il: 28/06/2019 18:36

Le leggi italiane sono troppo complicate, anzi presentano vere e proprie “patologie”. A definirle tali non è un osservatore qualunque della politica, ma il presidente della Camera in persona. Roberto Fico sceglie L’Aquila per la presentazione del Rapporto sulla legislazione 2017-2018 e non esita a mettere il dito in una delle piaghe della legislazione: la complicazione e la lunghezza di leggi che rinviano ad altre leggi senza favorire così una chiara interpretazione del testo. E allora, ecco la soluzione: un ‘tetto’ al numero di parole o di commi contenuti nei singoli articoli dei progetti di legge.

Il ragionamento della terza carica dello Stato parte dal presupposto che “potrebbe essere più radicale l’intervento per debellare le attuali ‘patologie’ del sistema”, soprattutto nei decreti-legge e nella legge di bilancio: una convenzione, ad esempio, tra le presidenze delle Camere per l’introduzione di criteri più restrittivi di ammissibilità degli emendamenti ai decreti-legge”.

Oppure, idea ancor più audace: integrare le circolari delle presidenze di Camera e Senato del 2001 e in alcuni documenti della presidenza del Consiglio, “per stabilire un numero massimo di commi (che potrebbe essere dieci) e di parole per articolo di un progetto di legge”. Per Fico, così, potrebbero eliminare alla radice i fenomeni del ‘compattamento’ del testo in un solo articolo e dei maxiemendamenti al Senato, fenomeni che “pregiudicano la leggibilità dei testi legislativi”.


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