Milano si tinge d’arcobaleno  

Pubblicato da in data 28 Giugno 2019

Milano arcobaleno, è il giorno del Pride

(Afp)

Pubblicato il: 29/06/2019 07:17

Milano si tinge di arcobaleno per il Pride. E ad aprire la parata di oggi sarà un carro di migranti Lgbt promosso dal Progetto Io, Immigrazioni e Omosessualità, e sostenuto dal Cig Arcigay e dalla rete Corpo ai diritti. Il carro sfilerà con una selezione musicale di brani dei paesi di origine, tra cui Senegal, Nigeria, Libia, Pakistan e Russia, in testa, la loro bandiera che unisce una striscia oro alle 6 dell’arcobaleno. L’oro è quello del tessuto tecnico delle coperte termiche con vengono soccorsi i migranti naufraghi nel Mediterraneo.

Una decisione che lascia perplessa Silvia Sardone, consigliere comunale ed europarlamentare della Lega: “La sfilata del Milano Pride di domani sarà aperta da un carro dedicato appositamente ai migranti, mentre la piattaforma Insieme senza muri ha invitato i partecipanti a indossare un nastro azzurro per esprimere solidarietà al capitano della Sea Watch 3. A questo punto vorrei capire cosa c’entrino i migranti e una nave che ha palesemente violato le leggi italiane coi diritti della comunità gay. Non ha nessun senso mischiare le due cose perché non sono collegate in alcun modo: ancora una volta la sinistra non ha perso occasione per dimostrarsi anti-italiana tirando in ballo ancora come sempre gli immigrati. Proprio non ce la fanno: gli extracomunitari sono la loro ossessione!”.

La festa comunque si annuncia imponente, con l’appoggio di 60 sponsor e del Comune di Milano che illuminerà Palazzo Marino di luci arcobaleno. Ma l’amministrazione che vuole evitare possibili incidenti ha anche emanato il divieto di vendita per l’asporto di superalcolici e bevande in vetro e lattina lungo il tragitto della manifestazione. Queste le strade chiuse a partire dalle 14 e fino al passaggio della sfilata: piazza Duca d’Aosta – luogo del concentramento – via Vitruvio, via Settembrini, Piazza Caiazzo, via Venini, via Giovanni da Palestrina, Corso Buenos Aires fino a piazza Oberdan, saranno chiuse al traffico

“Nella notte tra il 28 e il 29 giugno del 1969 a Stonewall – ricorda l’ex sindaco Giuliano Pisapia – la comunità Lgbt di New York disse basta con forza alle continue vessazioni di cui era oggetto da parte delle istituzioni. La parola d’ordine fu “Pride”, orgoglio, la stessa parola che nei giorni scorsi e nei prossimi verrà gridata in tutta Italia e nel mondo da chi prosegue in quella lunga e faticosa marcia per il riconoscimento della piena dignità e dei diritti civili, individuali e sociali. Sono passati 50 anni da quei giorni e la strada è ancora lunga, irta di ostacoli posti da chi vorrebbe negarli, ma noi non smetteremo mai di percorrerla. Perché, ora come allora, non smetteremo di ricordare che “Noi siamo ovunque!”.


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