Roma: dopo Morgan ora tocca a Rezza-Mastrella cacciati da Nettuno, Sgarbi ‘ospito anche loro’  

Pubblicato da in data 28 Giugno 2019

Artisti sfrattati, dopo Morgan ora Sgarbi ospita anche gli attori Rezza e Mastrella

Flavia Mastrella e Antonio Rezza

(Ufficio Stampa)

Pubblicato il: 29/06/2019 17:25

Tempi tristi per gli artisti. Dopo lo sfratto di Morgan dalla sua casa-museo di Monza per la quale Vittorio Sgarbi chiede al Governo di apporre un vincolo, tocca agli attori Antonio Rezza e Flavia Mastrella che dal 1985 gestivano un laboratorio teatrale nel palazzo dell’ex Divina Provvidenza a Nettuno, su cui pende adesso un’ordinanza di sgombero. Si tratta di due affermati artisti, insigniti nel 2018 del «Leone d’oro alla carriera» dalla Biennale di Venezia.

Vittorio Sgarbi lancia anche a loro una ciambella di salvataggio. Stavolta l’ospitalità è garantita a Urbino, città di cui Sgarbi è «Pro Sindaco» dopo la rielezione, poche settimane fa, di Maurizio Gambini.

«Visto che il Governo con disprezzo tace sui disagi di nomi importanti dell’arte e del teatro, – dice Sgarbi – io mi sostituisco a queste istituzioni colpevolmente indifferenti. Rezza e Mastrella saranno ospitati a Urbino. E come Morgan che nei prossimi giorni si trasferirà a Palazzo Savorelli a Sutri, anche Rezza e Mastrella potranno continuare a fare teatro nella città simbolo del Rinascimento».

“Segnalo la necessità di intendere le funzioni di tutela del nostro patrimonio artistico non solo rispetto a quello consolidato, ma anche alle attività culturali espresse da personalità riconosciute, – continua Sgarbi – che in Giappone per esempio, è il caso di Rezza e Mastrella, sono considerati tesori nazionali. Per questo i due attori avranno ospitalità per produrre spettacoli di teatro e animare l’attività degli studenti”.

“Non escludo una collaborazione tra Morgan e il duo Rezza – Mastrella che a Urbino, in occasione delle celebrazioni raffaellesce, produrranno e porteranno in scena ‘Calandria’, una commedia in cinque atti del cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena. Tra Urbino e Sutri è nato, di fatto, il primo orfanotrofio per artisti sfrattati e cacciati”, conclude Sgarbi.


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