Sea Watch, Parigi e Berlino all’attacco  

Pubblicato da in data 28 Giugno 2019

Sea Watch, Parigi e Berlino all'attacco

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/06/2019 09:24

La Francia si è detta pronta ad accogliere 10 rifugiati della Sea Watch. E’ quanto si legge in un lungo comunicato del ministro dell’Interno Christopher Castaner in cui si afferma che la Francia “è pronta ad inviare nei prossimi giorni, come ha già fatto a più riprese nello scorso anno, una missione del ministero dell’Interno e dell’Ufficio di Protezione dei rifugiati per identificare 10 persone che hanno bisogno di protezione che potranno essere trasferiti al più presto sul nostro territorio”. Nella nota si sottolinea anche che “è falso che l’Ue non si sia mostrata solidale con l’Italia” per la questione dei migranti. “Ora che la crisi migratoria è drasticamente diminuita in ampiezza” grazie alle misure intraprese, si legge nel comunicato, “l’attuale governo italiano ha fatto la scelta di soluzioni non concertate con i suoi partner europei, mentre denuncia la mancanza di solidarietà dell’Europa e dei suoi stati membri”. “In questo contesto -nota ancora il comunicato – l’Italia continua ad avere bisogno di questa solidarietà europea che tuttavia denuncia”.

Nel suo comunicato, Castaner rileva anche che l’Italia ha annunciato “la chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare, mentre degli sbarchi di persone soccorse in mare continuano a prodursi in Italia, tanto da navi di Ong che della guardia costiera italiana”. Il ministro francese ricorda che negli ultimi mesi la Francia ha già accolto 400 migranti sbarcati in Italia e a Malta nell’ambito di un coordinamento europeo. Ora la Francia è pronta ad accoglierne altre dieci che erano a bordo della Sea Watch, continua Castaner, aggiungendo che “il ministro degli Affari esteri italiano Enzo Moavero ha riconosciuto questo impegno”.

Attacca anche Berlino: “Salvare vite umane è un obbligo umanitario. Non si può criminalizzare il soccorso in mare”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. “Tocca ora ai tribunali italiani di chiarire rapidamente le accuse”, aggiunge il capo della diplomazia di Berlino.

Immediata la replica del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Difendere i confini nazionali non è un diritto ma un dovere. L’Italia non prende lezioni da nessuno e dalla Francia in particolare: Parigi ha chiuso Schengen, era in prima fila per bombardare la Libia, abbandonava immigrati nei boschi italiani”. Il leader della Lega accusa anche la manovra della capitana: “Stanotte comportamento CRIMINALE della comandante della nave pirata che ha tentato di schiacciare contro la banchina del porto di Lampedusa una motovedetta della Guardia di Finanza, con l’equipaggio a bordo, mettendo a rischio la vita degli agenti. DELINQUENTI!”, si legge in un altro post.

MOAVEROI giudici in Italia hanno “piena indipendenza dal governo” e, quindi, “con rispetto e fiducia” ne attendiamo le decisioni sul caso di Carola Rackete. Così il ministro degli Esteri Enzo Maovero risponde al collega lussemburghese Jean Asselborn che su Facebook gli aveva chiesto la liberazione della capitana della Sea Watch. “Caro Jean, Ministro degli Esteri del Lussemburgo – scrive Moavero sulla pagina Facebook della Farnesina – rispondo al tuo messaggio di oggi nel medesimo spirito dell’amicizia di lunga data che ci lega, e con lo stesso mezzo informale e diretto da te scelto. Nei confronti della Comandante della Sea-Watch 3, Carola Rackete, è stata aperta un’inchiesta e adottate misure da parte della magistratura italiana. In base alla nostra Costituzione, i giudici hanno piena indipendenza dal Governo. Con rispetto e fiducia ne attendiamo, dunque, le decisioni. Desidero, peraltro, cogliere l’occasione per ringraziare, nuovamente, il Lussemburgo per la disponibilità ad accogliere alcuni dei migranti della Sea-Watch 3. Con amicizia, Enzo”.

LE SCUSE DI CAROLA – Arrivano le scuse della Comandante della Sea watchCarola Rackete alla Guardia di Finanza, dopo quanto accaduto la notte scorsa sulla banchina del porto di Lampedusa, quando una motovedetta delle Fiamme gialle ha rischiato di essere schiacciata dalla nave che stava entrando in porto, sfidando il divieto. “Vi chiedo scusa, ma non era assolutamente nelle mie intenzioni venirvi addosso”, ha detto la ragazza, come apprende l’Adnkronos, al suo arrivo nella caserma della Finanza di Lampedusa dove è stata portata dopo l’arresto in flagranza di reato. “La mia intenzione era quella di completare la mia missione, non certo di speronarvi“. E ha spiegato di avere agito così perché ha seguito “l’addestramento che ha avuto per le manovre per entrare in porto” con quella nave da 600 tonnellate. Accusata di resistenza e violenza a nave da guerra e tentato naufragio, la capitana è ora agli arresti domiciliari come deciso dalla Procura di Agrigento che coordina l’indagine.

“Prendiamo atto delle scuse. Si è resa conto che ha causato un danno, ha riconosciuto, come si fa tra la gente di mare, di aver creato una situazione che non avrebbe voluto causare”, ha detto il generale Alessandro Carrozzo, Comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo, all’Adnkronos.

Abbiamo rischiato di morire schiacciati da un bestione di 600 tonnellate, sono stati momenti di puro terrore nella notte” hanno raccontato all’Adnkronos fonti della Guardia di Finanza. “Dicono di salvare vite umane e poi rischiano di ammazzare uomini dello Stato. Da parte del comandante è stata un’azione criminale. Punto“.

Poco dopo le due di notte una motovedetta delle Fiamme gialle ha tentato di ostacolare l’ingresso della Sea Watch nel porto, ma la nave ha proseguito la manovra rischiando di schiacciare l’imbarcazione dei finanzieri. “E’ stata un’azione criminale – raccontano ancora fonti Gdf – la motovedetta è rimasta schiacciata sulla banchina. Se ci fosse stato maestrale come questa mattina sarebbe stata una tragedia. Non sappiamo come sarebbe finita. I ragazzi hanno rischiato di morire”. E ancora: “La motovedetta di appena dodici metri aveva addosso quel bestione di acciaio di oltre 600 tonnellate, poteva finire male per gli uomini della Guardia di Finanza”. Momenti di paura che sono durati “più di cinque minuti, cinque minuti di puro terrore”, raccontano le Fiamme gialle.

“Quanto fatto da Carola Rackete, comandante della Sea Watch, è stato gravissimo” scrive su Facebook il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. “Non solo perché ha disobbedito all’alt della Guardia di Finanza, violando le leggi dello Stato italiano, ma soprattutto perché lo ha fatto rischiando di arrecare danni irreparabili ai nostri uomini e donne in uniforme, che ogni giorno svolgono il loro lavoro sacrificando la loro vita, a tutela della nostra sicurezza”.


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