Stangata Tari, in un anno più alta in 4 città su 10  

Pubblicato da in data 28 Giugno 2019

Stangata Tari, in un anno più alta in 4 città su 10

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Pubblicato il: 29/06/2019 12:58

Dal 2018 al 2019 la Tari aumenta in 4 città su 10, tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli; rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna; diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze e Venezia. E’ quanto emerge da uno studio effettuato dal Servizio Politiche Territoriali della Ui. Tra il 2015 e il 2019, ovvero in 5 anni, la Tassa sui Rifiuti, aumenta mediamente dell’1,6%, mentre nell’’ultimo anno si assiste a un aumento pari allo 0,9% sul 2018. In valori assoluti, le famiglie italiane verseranno nel 2019 nelle casse comunali 302 euro medi, a fronte dei 299 euro dello scorso anno e dei 296 euro versati nel 2015.

Lo studio ha elaborato i costi in 105 città capoluogo di provincia, per una famiglia con una casa di 80 mq e 4 componenti. In valori assoluti, nel 2019, spiega la segretaria confederale Uil Ivana Veronese, il costo maggiore si registra a Trapani con 550 euro medi l’anno a famiglia; a Benevento se ne pagano 492 euro; ad Agrigento 470 euro; a Reggio Calabria e Salerno 461 euro; a Cagliari 447 euro; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; ad Asti 434 euro; a Ragusa 431 euro.

Per quanto riguarda le città metropolitane a Reggio Calabria la tassa sui rifiuti pesa per 461 euro medi a famiglia; a Cagliari 447 euro; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; a Catania 403 euro; a Bari 380 euro; a Genova 358 euro. Si paga un po’ meno a Bologna (229 euro medi); a Firenze (235 euro); a Palermo (281 euro); a Roma (308 euro); a Torino (326 euro); a Milano (338 euro); a Venezia (342 euro).

Sul fronte degli aumenti tra il 2018 e il 2019, a Matera si registra un aumento del 19,9%; a Catania del 17,9%; a Pistoia del 16,2%; a Imperia del 15,7%; a Chieti del 14,6%; a Viterbo del 10,5%; a Brindisi del 10,2%; a Bolzano dell’8,3%; a Trieste del 6,9%; a Padova del 6,2%. Invece, a Trapani nell’ultimo anno si assiste a una diminuzione del 16,8%; a Potenza del 13,7%; a Frosinone del 13,2%; ad Avellino del 7,8%%; a Pisa del 7,1%; a Forlì del 6,7%; a Cesena del 5,8%; a Prato del 5%; a Rovigo del 4,5% e a Grosseto del 4,1%.Nelle Città metropolitane, invece, la Tari aumenta del 17,9% a Catania; a Napoli e Messina dell’1,9%; a Palermo dell’1,5%; a Genova dello 0,8%; a Torino dello 0,7%. Rimane invariata a Bologna, Bari, Reggio Calabria, Milano e Roma. Mentre diminuisce dell’1,5% a Cagliari e Firenze e del 2,6% a Venezia. Nello specifico, tra il 2015 e il 2019 a Lecce si registra un aumento medio del 35,6%; a Trapani del 30,9%; ad Isernia del 30,1%; a Pistoia del 25,2%; a Bari del 23,4%; a Teramo del 22,8%; ad Imperia del 22,1%; a Viterbo del 20,8%; a Catania del 17,9%; a L’Aquila del 17%. Per quanto riguarda le Città metropolitane, sempre tra il 2015 e il 2019, continua Veronese, a Bari l’aumento è del 23,4%; a Catania del 17,9%; a Genova dell’8,4%; a Venezia del 2,3%; a Milano del 2,1%; a Napoli dell’1,5%. Rimane invariata a Bologna.Diminuisce, invece, dello 0,3% a Torino; dello 0,7% a Cagliari; dell’1% a Messina; dell1,2% a Firenze; del 2,8% a Palermo; del 2,4% a Reggio Calabria; del 3,2% a Roma.

“Rimane il dato- spiega Veronese – del costo molto alto di questa tassa, così come il tema dell’efficienza del servizio. Infatti, le tariffe della Tari devono assicurare effettivamente la copertura integrale dei costi sia di investimento sia di gestione del servizio e, più è alto il costo del servizio, troppo spesso a causa di inefficienze, tanto più saranno alte le tariffe”.


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