Migranti: a Benevento ‘Alimenta’, bistrot di coesione sociale ispirato all’accoglienza  

Pubblicato da in data 29 Giugno 2019

Migranti, a Benevento bistrot ispirato all'accoglienza

Pubblicato il: 30/06/2019 16:35

Un bistrot-wine bar simbolo di coesione sociale, multietnico, ispirato all’accoglienza e al km zero, che ha nella sua squadra alcuni ragazzi formati all’interno degli Sprar. E’ ‘Alimenta’ e verrà inaugurato questa sera in via Traiano, di fronte all’omonimo Arco. La paternità del progetto è del Consorzio Sale della Terra che lavora a stretto braccio con la Caritas diocesana e che vuole promuovere l’accoglienza per rigenerare la città attraverso una società che includa tutti. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione presso la sede del Consorzio.

“Il Welcome Social Food – ha spiegato Angelo Moretti, presidente del Consorzio – nasce dall’esperienza del Manifesto per una rete dei piccoli comuni del #Welcome, realtà in cui sono presenti gli Sprar o case famiglia dedicate ai migranti. La Rete è un coordinamento di territori che intendono rigenerare il proprio patrimonio umano e ambientale attraverso pratiche di accoglienza, intese come stile di vita comunitario. Lo abbiamo chiamato non a caso ‘Alimenta’, ispirandoci agli istituti alimentari creati dall’imperatore Traiano che volle che fossero lavorate le terre incolte per distribuirne i frutti anche ai bambini bisognosi. Sarà un nuovo tassello di coesione sociale in una città che speriamo possa rigenerarsi”.

Sono due le realtà di melting pot che precedono ‘Alimenta’: la fattoria sociale ‘Orto di Casa Betania’ e l’albergo diffuso di Campolattaro dove lavorano persone con disabilità. A guidare la squadra di ‘Alimenta’ sarà Pasquale Basile, chef con il pallino dell’impegno sociale.

“E’ un bistrot che utilizzerà i prodotti del territorio – ha esordito – per creare piatti di altre etnie: ci sarà ibridazione e contaminazione e sarà un modo per dire che la chiusura culturale è un affare per fare semplice propaganda. Diffonderemo questo messaggio attraverso il cibo. Avrò con me Paolo Manzo, un giovanissimo ma promettente talento della cucina. Ognuno di noi avrà un ruolo, ma non ci saranno gerarchie”.

“In una città dal commercio problematico – ha concluso Basile – proviamo ad aprire un dialogo perché insieme possiamo raggiungere obiettivi comuni”.

Le pratiche che seguono i locali del Welcome Social Food, e quindi anche ‘Alimenta’, sono varie: tra queste il pranzo sospeso (si mette una quota per offrire il pranzo a una persona indigente, un’altra quota la sosterrà il locale); lo speed eating (ci si siede a mangiare con una persona sconosciuta per tessere nuovi rapporti di amicizia); Indovina chi viene a cena (il locale organizzerà serate gastronomiche per incontrare persone di origini straniere che abitano nella zona e che aiuteranno a scoprire nuove culture gastronomiche).


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