“Nessuno speronamento o volontà di uccidere” 

Pubblicato da in data 29 Giugno 2019

Nessuno speronamento o volontà di uccidere

(Foto Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 30/06/2019 12:25

Non c’è stato alcuno speronamento ma una manovra fatta in condizione di estrema difficoltà, senza alcuna volontà di uccidere. Una manovra nella quale ci si è avvicinato forse un po’ troppo alla barca della Gdf ma non c’è stato alcun contatto o volontà di speronare la nave”. A spiegarlo è Salvatore Tesoriero, uno dei legali della comandante della Sea Watch Carola Rackete, il cui interrogatorio “si terrà tra domani e martedì”.

“E’ molto provata per la situazione ma è una persona lucida e molto forte”, ha detto ancora l’avvocato che, tornando su quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato nel porto di Lampedusa, quando c’è stato il contatto tra la nave e una motovedetta della Gdf, ha ribadito: “Non c’è stata alcuna volontà di uccidere ma anzi di salvare vite umane”. L’avvocato ha poi sottolineato che uno dei pensieri della comandante è stato quello di chiedere delle 40 persone fatte sbarcare.

“Il decreto sicurezza bis è una misura che noi riteniamo essere incomprensibile sul versante delle esigenze della Tutela della vita umana perché lasciare fuori dalle acque territoriali una nave che ha bisogno di aiuto è contrario alle norme internazionali”, ha aggiunto poi Tesoriero che ha sottolineato: “Ci sono delle interpretazioni che la motovedetta della Guardia di Finanza non possa essere considerata una nave da guerra, questa è una delle possibilità” riferendosi all’accusa di resistenza o violenza a una nave da guerra e tentato naufragio a cui deve rispondere Rackete.


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