G20: la ‘tregua’ del summit fa volare le borse e deprime i beni rifugio  

Pubblicato da in data 30 Giugno 2019

La 'tregua' del G20 fa volare le borse e deprime i beni rifugio

(foto Adnkronos)

Pubblicato il: 01/07/2019 12:15

Borse e petrolio in salita, oro e altri beni rifugio in calo sui risultati – ufficiali e ‘collaterali’ – del G20 di Osaka. La prospettiva della ripresa dei colloqui commerciali fra Usa e Cina e la contemporanea distensione a livello di dazi (oltre all’accordo Ue-Mercosur) hanno alimentato l’ottimismo sulle prospettive immediate per l’economia internazionale. Sui petroliferi, inoltre, incide l’annuncio del prolungamento dei tagli alle produzione dei paesi Opec più la Russia.

I primi risultati si sono visti sulle borse asiatiche con l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen cresciuto del 2,6%, mentre il Topix a Tokyo è aumentato del 2% e lo S&P/ASX 200 di Sydney è salito dello 0,5%, (chiusa Hong Kong per festività).

L’andamento positivo è stato replicato dall’apertura delle borse europee con lo Stoxx globale in rialzo dello 0,9 per cento, mentre l’indice per il settore automobilistico (fra i più esposti in caso di guerra commerciale) cresciuto del 2,1%. In un paese fortemente orientato alle esportazioni come la Germania il Dax 30 ha aperto le contrattazioni in aumento dell’1,8% e al momento quota intorno a 12557 punto (+1,28%). Positivo (+1,12%) anche il FTSE 100 di Londra mentre Milano ha aperto con un rialzo sopra l’1% per poi ritracciare leggermente nelle contrattazioni successive: a mezzogiorno l’indice principale segnava +0,31%.

Andamento opposto per i beni rifugio con l’oro che ha registrato il calo più forte degli ultimi 12 mesi (-1,7 per cento a 1,385,70 dollari) e sul fronte valutario lo yen giapponese ha perso lo 0,5% scendendo a quota 108,38. Questo sentimento si è riflesso anche sui titoli sovrani più sicuri, con il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni salito di 4,5 punti base al 2,0447%. In crescita di 1,3 punti anche il rendimento del Bund tedesco a 10 anni che ora è a -0,33%. Nonostante questo rialzo l’effetto positivo dell’allentamento delle tensioni si è riflesso anche sullo spread fra Bund e Btp decennale sceso a 234 punti con il rendimento del nostro titolo sceso allo 2,01%.

Infine le quotazioni del greggio petrolio hanno risentito della decisione di Russia e Arabia Saudita – annunciata sempre ad Osaka – di estendere i tagli alla produzione: per Brent e WTI in apertura gli indici hanno registrato un aumento del 2,3%.


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