Scontri e tentata irruzione in Parlamento Hong Kong  

Pubblicato da in data 30 Giugno 2019

Scontri e tentata irruzione in Parlamento Hong Kong

(Afp)

Pubblicato il: 01/07/2019 12:08

Scontri fra polizia e manifestanti hanno segnato la cerimonia dell’anniversario della riunificazione di Hong Kong con la Cina, che per la prima volta si è svolta al chiuso. La polizia dell’ex colonia britannica ha fatto uso di manganelli e spray al pepe per cercare di disperdere i dimostranti che fin dalla notte si erano riuniti vicino ai palazzi del governo. Muniti di occhiali da piscina e mascherine per difendersi dai lacrimogeni, i manifestati hanno continuato ad assediare i palazzi, malgrado l’intervento della polizia. Sono state anche costruite barricate con pezzi di cancelli di ferro e assi di legno. Secondo i media locali sono stati dispiegati almeno 5mila agenti in assetto anti sommossa. Centinaia di manifestanti hanno quindi cercato di fare irruzione in Parlamento. Alcuni attivisti hanno provato a forzare la barriera a protezione dell’edificio e infranto vetri mentre altri costruivano barricate per evitare l’intervento della polizia che ha risposto con i lacrimogeni.

Con la scusa della pioggia che si è abbattuta su Hong Kong, le autorità hanno intanto deciso per la prima volta di svolgere la cerimonia al chiuso del Centro congressi di Wan Chai. La leader dell’esecutivo di Hong Kong Carrie Lam ha pronunciato un breve discorso di sei minuti, in cui ha promesso di riformare il suo stile di governo, riferisce il quotidiano South China Morning Post. La cerimonia dell’alzabandiera si è svolta come di consueto sul molo, ma le autorità l’hanno seguita al chiuso in diretta video. Ogni anno l’opposizione organizza proteste per l’anniversario della riunificazione con la Cina, ma quest’anno la situazione è particolarmente tesa dopo le manifestazioni che sin da metà giugno hanno portato nelle strade almeno un milione di persone contro la legge di estradizione.

Carrie Lam ha sospeso l’approvazione del provvedimento, che avrebbe permesso di estradare in Cina cittadini e residenti, annullando di fatto le garanzie democratiche del sistema giudiziario di Hong Kong. La protesta è tuttavia continuata per chiedere le dimissioni della Lam, considerata troppo vicina a Pechino.

Gli abitanti di Hong Kong appaiono sempre più decisi a voler difendere l’autonomia e le garanzie democratiche promessi all’ex colonia britannica fino al 2047 nell’ambito dell’accordo che 22 anni fa ne ha sancito il passaggio sotto la sovranità cinese.


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