Equipaggio Sea watch: “Siamo felici, presto riabbracceremo Carola”  

Pubblicato da in data 2 Luglio 2019

Equipaggio Sea watch: Siamo felici, presto riabbracceremo Carola

Oscar, lo studente tedesco sulla nave

Pubblicato il: 03/07/2019 18:26

(dall’inviata Elvira Terranova)- “Siamo molto felici, dopo tanti giorni difficili e pieni di angoscia, finalmente, tiriamo un sospiro di sollievo. Adesso non vediamo l’ora di riabbracciare la nostra capitana Carola”. Sono le quattro del pomeriggio e al porto di Licata c’è un’afa insopportabile. L’equipaggio della nave Sea watch, attraccata nella notte al porto della cittadina dell’agrigentino, lascia in carovana l’imbarcazione da 600 tonnellate per fare una passeggiata fino al centro città in compagnia della cronista dell’Adnkronos. A salutare il nuovo arrivo, un ingegnere navale che presto farà parte dell’equipaggio della Sea watch3, ormeggiata accanto alla Mare Jonio, entrambe sotto sequestro. Sorridono, si abbracciano, battono il cinque. Sono in tutto 17 i componenti dell’equipaggio che è rimasto accanto alla comandante Carola per più di due settimane. La nave è ancora sotto sequestro, ma loro sono liberi di muoversi. “Siamo stanchissimi. Ecco perché stiamo iniziando ad effettuare il cambio d’equipaggio, se ce lo permettono, in attesa degli sviluppi giudiziari sulla nave sequestrata. Abbiamo bisogno di cambiare aria. Sono state settimane molto dure, sia dal punto di vista fisico, ma anche psicologico”, racconta Oscar in una intervista all’Adnkronos. Oscar è uno studente tedesco di 23 anni, treccia rasta, che da tre anni fa il volontario sulla nave della ong tedesca.

“Finalmente possiamo sorridere – dice Oscar- passeggiando sotto la nave mentre i suoi compagni vanno al bar- Ieri sera è stato bellissimo vedere quelle persone che ci hanno accolto con degli striscioni di solidarietà. A differenza di quanto accaduto a Lampedusa, dove abbiamo ricevuto tanti insulti, nei confronti di Carola e di tutto il nostro equipaggio. E’ stato terribile. Un’esperienza che non dimenticherò mai. Ma ora vogliamo pensare al futuro. E alla nostra comandante che non vediamo l’ora di abbracciare”. Carola Rackete ha lasciato nella notte l’abitazione di Agrigento, dove è stata ospitata in attesa dell’udienza di convalida. Ma non è venuta a salutare l’equipaggio. “Purtroppo non siamo riusciti a salutarla, ma lo faremo presto. Ne sono certo. Siamo davvero felici”. Ma fino a questo momento Carola non si è ancora fatta viva, neppure telefonicamente.

“Stiamo aspettando il dissequestro della nave per potere lasciare il porto di Licata – spiega ancora Oscar – perché finora non abbiamo avuto il nulla osta per fare il cambio dell’equipaggio. Stiamo aspettando di capire cosa accade in questi giorni”. La cronista mostra all’equipaggio le foto e i video della manifestazione di solidarietà che si è tenuta ieri pomeriggio a Palermo, con a capo il sindaco Leoluca Orlando e il rettore dell’Università Fabrizio Micari. “Ho saputo che ci vuole dare la cittadinanza onoraria della città – dice – siamo molto felici. Non ce lo aspettavamo, ma è meraviglioso”.

“Siamo più tranquilli però siamo ancora preoccupati per Carola, perché nonostante sia stata scarcerata le accuse stanno ancora in piedi”, dice Oscar. Il prossimo 9 luglio la capitana Sea watch verrà interrogata dalla Procura di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Oscar non ha ancora letto le dure accuse del ministro Matteo Salvini all’indirizzo della comandante Carola Rackete. Quando ascolta le ultime dirette Facebook del vicepremier allarga le braccia e dice: “Ma non è professionale dire queste cose…”. E poi dice che il clima di insofferenza che si “respira in Italia contro gli immigrati” è lo stesso che si respira “in tutta Europa”.

Lo sguardo dello studente di Berlino si rabbuia quando ricorda i giorni trascorsi al limite delle acque territoriali e poi in rada a Lampedusa, fino alla sera dello sbarco, con i “momenti di caos” all’attracco. “I migranti a bordo erano terrorizzati, non capivano cosa stesse succedendo – racconta – Noi li abbiamo tranquillizzati ma anche noi avevamo paura, soprattutto per quelle grida contro di noi”.

Sul provvedimento firmato dalla gip Alessandra Vella, che ha sollevato tante polemiche, Oscar dice: “Ha detto che la scelta di portare i migranti a Lampedusa è stata giusta perché i porti libici e tunisini non sono ritenuti sicuri, questo ci soddisfa molto”. E ricorda la parte in cui la giudice per le indagini preliminari sottolinea che la nave della Guardia di Finanza “non è una nave da guerra”. Poi ha ribadito che la comandante “non voleva assolutamente fare del male ai finanzieri”. “Siamo soddisfatti per la decisione del giudice, che ci ha dato ragione”, ha detto ancora Oscar. La passeggiata è finita e l’equipaggio si ferma in un bar per incontrare il nuovo componente dell’equipaggio che attende di avere l’ok per salire a bordo. La nave, intanto, resta ormeggiata al porto di Licata, in attesa degl ultimi sviluppi giudiziari. L’ultimo pensiero è dedicato a Carola Rackete. “Non vediamo l’ora di riabbracciarla…”, dice Oscar mentre gli occhi diventano lucidi.


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