La chimica del bacio  

Pubblicato da in data 3 Luglio 2019

La chimica del bacio

Pubblicato il: 04/07/2019 20:04

“L’atto del baciarsi prevede anche uno scambio di feromoni, sostanze che in moltissimi animali attivano il meccanismo di attrazione sessuale. I feromoni stimolano il rinencefalo, parte della corteccia comprendente le strutture nervose dell’olfatto e l’ippocampo, portando all’erezione nell’uomo e all’eccitazione nella donna”.

A spiegarlo è Emmanuele A. Jannini, Ordinario di Endocrinologia e sessuologia medica dell’Università Tor Vergata di Roma, in vista del World Kiss Day che si celebra il 6 luglio, ricorrenza di origine british che l’anno prossimo compirà 30 anni.

“Oltre ai feromoni – spiega l’esperto – l’uomo trasmette anche testosterone; il bacio, inoltre, induce la produzione di ossitocina, il cosiddetto ‘ormone dell’amore’, che porta al rilassamento, regola la temperatura corporea e favorisce l’emozionalità”. Appoggiare fronte e naso su quelli dell’altro, annusarsi, strofinare i nasi, uno, due o tre scambi sulla guancia: ogni cultura ha un suo modo di intendere il rito del bacio. Anche Ticket to Love, la campagna dedicata al benessere sessuale di Ibsa Italia, si unisce ai festeggiamenti celebrando questo atto d’amore.

Se nelle culture europee il bacio è ampiamente riconosciuto come gesto d’amore o quantomeno d’affetto, in certe zone del mondo mantiene ancora un connotato di stranezza. Il bacio romantico, inoltre, è conosciuto solo dal 55% dei Nord Americani, mentre pare sia del tutto sconosciuto tra le culture indigene dell’Africa sub-sahariana, del centro America e dell’Amazzonia.

Nell’uomo il desiderio generato da un semplice bacio può portare all’erezione. Se questa è “di frequente difficoltosa, dovrebbe essere riconosciuta come un campanello d’allarme, rappresentare un’occasione per riflettere sul proprio stile di vita e per cominciare a prestare maggiore attenzione alla propria salute sessuale – prosegue Jannini – Oggi esistono soluzioni terapeutiche discrete e facili da assumere, alleate del maschio che ricerca la discrezione del trattamento farmacologico, oltre all’efficacia”

La ricerca sull’identità sessuale maschile di GfK, condotta all’interno della campagna Ticket to Love, ha confermato che i problemi di erezione riguardano una fetta significativa dei maschi italiani: il 51% degli intervistati ha conosciuto il problema della défaillance sessuale almeno una volta nella vita, mentre per il 13% si tratta di un problema che si presenta in maniera intermittente o cronica (da una volta su quattro a ogni rapporto).


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