Accordo con Malta  

Pubblicato da in data 4 Luglio 2019

Mediterranea, nuovo braccio di ferro?

Foto d’archivio (Afp)

Pubblicato il: 05/07/2019 07:32

E’ stato notificato nella notte, come apprende l’Adnkronos, il divieto di ingresso nelle acque italiane alla nave Alex della ong Mediterranea che si trova a 12 miglia da Lampedusa con 54 migranti a bordo, tra cui donne e bambini. Il divieto è firmato dai ministri dell’Interno Matteo Salvini, da quello alla Difesa Elisabetta Trenta e dal ministro dei Trasporti Danili Toninelli.

Sull’imbarcazione, tuttavia, ci sono condizioni di urgenza, come denunciato all’Adnkronos Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea che si trova a bordo: “Abbiamo chiesto al Comandante della motovedetta di salire a bordo per verificare le condizioni di urgenze in cui ci troviamo. Ci sono 54 migranti, tra cui quattro donne in stato di gravidanza, oltre alle undici persone dell’equipaggio. Su una barca di neppure 20 metri“. “I finanzieri sono saliti a bordo per verificare lo stato che abbiamo denunciato”, ha poi aggiunto, sottolineando che “Malta ci ha detto che è disponibile a darci un porto Pos ma non ci sono le condizioni di sicurezza per riuscire ad arrivare sull’isola”, ha spiegato.

“Abbiamo fatto presente a Malta, che si è detta disponibile a mettere a disposizione il porto, di non riuscire ad arrivare fino a lì con questa imbarcazione perché ci vogliono almeno undici ore di navigazione. Quindi, chiediamo che ci vengano in soccorso per il trasbordo“, dice Sciurba. “Ma finora non ci ha risposto nessuno”, aggiunge.

Intanto sul destino dei profughi si rischia un nuovo braccio di ferro. Già ieri sera, Salvini aveva detto: “C’è una barca in acque maltesi, secondo voi che porto hanno chiesto? Anche se fossero in Groenlandia chiederebbero Lampedusa. A questi non interessa il porto vicino più sicuro, questi fanno politica“. E ha anche accusato l’Unione Europea: “Fino a poco tempo fa il governo francese portava e abbandonava gli immigrati nei boschi dopo il confine, perciò nessuno dia lezioni. Un naufrago non paga 3 mila dollari, e gli scafisti con quei 3 mila dollari comprano armi e droga, e io non posso essere complice di chi alimenta il traffico di droga e armi. L’Unione europea fino ad ora se ne è strafregata, purtroppo bisogna alzare la voce”.


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