“Condizioni a bordo non consentono viaggio fino a Malta”  

Pubblicato da in data 4 Luglio 2019

Condizioni a bordo non consentono viaggio fino a Malta

Il veliero Alex

Pubblicato il: 05/07/2019 18:40

di Sibilla Bertollini

“Il salvataggio si conclude con lo sbarco delle persone salvate in un porto sicuro. Che sia Malta o Lampedusa, va bene in egual modo. Ma è necessario ribadire che la situazione della nostra imbarcazione e le condizioni delle persone a bordo non ci consentono di affrontare un viaggio fino a La Valletta. Quindi chiediamo che si muovano le motovedette della Guardia costiera maltese o italiana ed effettuino un trasbordo. Questi mezzi sono attrezzati, mentre la Alex non lo è. Noi eravamo in missione di monitoraggio quando ci siamo trovati ad affrontare il salvataggio, un obbligo di legge”. Lo dice all’Adnkronos Alessandro Metz, armatore e portavoce della piattaforma umanitaria Mediterranea Saving Humans, a seguito dell’accordo tra Italia e Malta per il recupero dei 54 migranti a bordo del veliero Alex che si trova ora a 12 miglia da Lampedusa, al confine delle acque territoriali italiane.

“Ma come si fa ancora a parlare di intervento da parte della Marina libica? Quello che sta succedendo in Libia è sotto gli occhi di tutti”, aggiunge Metz riferendosi alle dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio sul caso Alex. “Il problema oggi è l’evacuazione dalla Libia – sottolinea – con migliaia di persone che se ne sono andate via da Tripoli. Centri di detenzione che vengono bombardati, spari su chi tenta di mettersi in salvo: questo è quello che sta succedendo in Libia. Non si sa quel che si dice quando si afferma che bisogna affidare i naufraghi alla guardia costiera libica per portarli indietro”.

“Se il salvataggio è un obbligo di legge, capitolo diverso è invece l’accoglienza che riguarda tutta l’Europa ma che si apre quando si è a terra. Non abbiamo bisogno di bracci di ferro e forzature. Ora siamo in attesa che la situazione si risolva”, prosegue Metz ricordando che Mediterranea continuerà la sua missione di monitoraggio nel Mediterraneo. “Ieri pomeriggio abbiamo avvistato un gommone o quel che ne restava, senza i segni del salvataggio effettuato. Vuoto. Uno dei tanti naufragi fantasma che accadono quotidianamente in mare e di cui non si sa niente. Ecco perché è importante essere lì. Per raccontare. Per salvare vite umane”.


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