Ismea: “Alimentari in ripresa nel 2019” 

Pubblicato da in data 4 Luglio 2019

Ismea: Alimentari in ripresa nel 2019

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Pubblicato il: 05/07/2019 13:48

Nel primo trimestre 2019 la spesa alimentare ha ricominciato a crescere dopo l’andamento piatto del 2018. I dati sui consumi delle famiglie del Panel Ismea Nielsen evidenziano, infatti, un incremento di poco sotto l’1% sullo stesso trimestre 2018. Aumentano in particolare gli acquisti di prodotti confezionati, e tra questi, soprattutto le bevande che mettono a segno una progressione della spesa del 4,8%, con punte del 6,5% per l’insieme dei vini e degli spumanti. Le referenze sfuse, al contrario, subiscono una ulteriore riduzione dell’1,7%, dopo la perdita di oltre tre punti percentuali dello scorso anno.

Relativamente alle bevande, i segni più del vino (+ 4,4%), degli spumanti (+18,3%) e della birra (+5,1%), offrono una chiara indicazione su come il cosiddetto “lusso accessibile” sia entrato stabilmente nelle abitudini di consumo di molti italiani.

Tra i generi alimentari, spicca invece il dato degli ortaggi con un più 4,6% della spesa, anche questa volta, grazie al contributo della IV gamma (+6,6%). Stabili gli acquisti dei prodotti ittici e di pasta, riso e farine, mentre per le carni fresche (+0,8%) e i salumi (+1,8%) prosegue la tendenza al recupero osservata a partire dallo scorso anno.

Risultano, infine, in battuta d’arresto gli acquisti di uova (-1,6%) dopo l’exploit del 2018, in un contesto ancora difficile per il latte e derivati (-1,1%). Tra le sorprese di questo avvio del 2019, si segnala la netta ripresa degli acquisti nel Mezzogiorno (+2,8% i confezionati e +0,9% gli sfusi), che nel 2018 aveva mostrato più che altrove i segni della crisi.

Tornano a crescere i quantitativi di vino spediti oltre frontiera. Secondo le elaborazioni di Ismea su dati Istat, l‘export vinicolo nazionale ha raggiunto 4,9 milioni di ettolitri nei primi tre mesi del 2019, con un incremento dell’8% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Minore in proporzione l’aumento in valore + 4%, a causa della flessione dei prezzi, soprattutto del vino sfuso, di riflesso a una vendemmia particolarmente abbondante.

Con il 29% di prodotto in più nelle cantine, sottolinea l’Ismea, la progressione delle esportazioni unitamente all’incremento delle bottiglie acquistate a casa nostra (+3%), si rivela al momento insufficiente ad assorbire le maggiori disponibilità.

Tra le destinazioni più dinamiche del nostro export si segnalano il Regno Unito e il Giappone con un incremento dei volumi rispettivamente del 17% e del 21%, in accompagnamento a una crescita in valore in entrambi i casi di poco inferiore.

Limitando invece l’analisi ai primi due mercati di sbocco, per gli Stati Uniti si registra una crescita sotto al 2% sia in volume che in termini monetari, mentre in Germania al 9% di ettolitri in più corrisponde un 3% di crescita in valore.


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