Ricucci: “Cassazione ha accolto ricorso Magiste 3”  

Pubblicato da in data 5 Luglio 2019

Ricucci: Cassazione ha accolto ricorso Magiste 3

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Pubblicato il: 06/07/2019 12:55

Nella sentenza della Cassazione che ha respinto, giudicandolo inammissibile, il ricorso presentato da Stefano Ricucci al decreto del 21 gennaio scorso con cui il Tribunale di Roma aveva disposto il sequestro preventivo del credito Iva vantato dalla MREP s.p.a. nei confronti dell’Agenzia delle entrate, nella misura di 19 milioni e 900mila euro, la stessa Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla società Magiste 3 srl, riconducibile allo stesso Ricucci, annullando l’ordinanza impugnata limitatamente alla posizione della società e rinviando per un nuovo esame al Tribunale di Roma. Un esito logico, rileva all’Adnkronos Ricucci, dal momento che “la persona fisica non è titolare di nessun credito ma bensì la società Magiste 3 srl”.

“Il pubblico ministero Stefano Rocco Fava, avendo richiesto un sequestro del credito fiscale di proprietà della Magiste 3 srl alla persona fisica Stefano Ricucci ha sbagliato in quanto la persona fisica non è titolare di nessun credito ma bensì la società Magiste 3 srl e pertanto solo cautelativamente i miei avvocati Massimo Biffa (difensore di Stefano Ricucci) e prof. Francesco Di Ciommo (difensore di Magiste 3 srl) hanno effettuato un doppio ricorso in Cassazione e la Cassazione ha accolto il solo ricorso della società essendo titolare del credito fiscale”, sottolinea Ricucci.

Pertanto il pubblico ministero Fava aveva sbagliato richiedendo a me Stefano Ricucci un sequestro per un credito fiscale che non ho mai avuto. Inoltre è pacifico che la persona fisica ‘Stefano Ricucci’ non può essere legittimato solo a ricevere un sequestro ma anche a potersi difendere se riceve una richiesta di sequestro ed infatti si è costituita la società Magiste 3 srl, titolare del credito fiscale, e la Cassazione ha accolto con rinvio essendo terzo in buona fede e non essendo indagata la società per nessun tipo di reato fiscale e/o di presunta corruzione”. Ricucci fa presente quindi di non aver “perso in Cassazione ma vinto in Cassazione, in quanto la società che è titolare del credito fiscale ha avuto ragione”, conclude.


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