Sala: “Mia battaglia è di principio”  

Pubblicato da in data 5 Luglio 2019

Sala: Mia battaglia è di principio

(Fotogramma)

Pubblicato il: 06/07/2019 15:03

“Le sentenze si rispettano, non si contestano e io non le contesterò, esprimerò un giudizio rispetto alla qualità della sentenza una volta che avrò letto carte, come si può fare in democrazia. Sono amareggiatissimo, ma profondamente rispettoso della sentenza“. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, all’indomani della sentenza di condanna nel processo Expo a cui hanno fatto seguito tanti attestati di vicinanza tra cui quello del leader della Lega, Matteo Salvini. “Quando c’è da ringraziare lo ringrazio, credo che abbia fatto dichiarazioni di buonsenso”, ha aggiunto il primo cittadino che rispetto al suo futuro è attendista: “E’ presto per pensarci”.

Più della condanna, convertita in multa da 45mila euro, a preoccupare Sala, anche in vista dell’appuntamento di Milano-Cortina che vedrà impegnati amministratori e privati, è il rischio “troppo elevato” che può incorrere “di fronte all’idea di entrare nell’ambito pubblico sia a livello politico sia a livello manageriale”, ha spiegato a margine del suo intervento al villaggio Coldiretti a Milano. “Vi prego di credermi che la battaglia non è per la mia posizione personale. Io alla fine assorbo, sono abbastanza resiliente, ma una battaglia di principio, va fatta altrimenti continuerà ad esserci questa impermeabilità tra mondo privato e mondo pubblico. Quando funziona invece porta valore, perché dal privato porti la tua esperienza, la tua freschezza per cui questo è un tema importante per il nostro Paese”, ha concluso Sala.

Oggi Salvini, a chi gli chiedeva un commento sulla condanna del sindaco, ha replicato: “Non c’è niente da festeggiare, di questo passo non troviamo neanche più un cittadino italiano disponibile a fare il sindaco, il consigliere o il ministro perché se firmi la riga sbagliata sul modulo sbagliato sei automaticamente inquisito. E’ una sentenza che mi rammarica, non fatemi commentare altre sentenze sennò mi portano via entro 15 giorni”. Tra Salvini e Sala c’è stata una calorosa stretta di mano.


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