Ragusa: vedova vittima incidente, ‘basta, punire comportamenti sbagliati’  

Pubblicato da in data 11 Luglio 2019

Vedova vittima incidente, 'basta, punire comportamenti sbagliati

Roberto Cona, Marina Fontana Cona

Pubblicato il: 12/07/2019 13:09

(di Elvira Terranova) “Non si può più accettare di vivere ogni giorno nelle strade e autostrade in Italia tutta questa irresponsabilità alla guida, uomini e donne che si armano di una vettura a causa di comportamenti contrari al codice della strada e uccidono poveri innocenti che non hanno alcuna colpa se non quella di essersi trovati nel cammino di queste persone. Non se ne può più. Davvero basta”. Così, all’Adnkronos, Marina Fontana Cona, giovane vedova di Roberto Cona, rimasto ucciso sei anni fa in un incidente stradale, parlando della tragedia di Vittoria (Ragusa) dove un uomo ha falciato due cuginetti di 11 anni.

“Io da quasi 6 anni (notte tra il 26 e il 27 luglio 2013) vivo il grande dolore di essere una vittima della strada sopravvissuta per miracolo nonostante ferite gravissime, moglie di una vittima della strada deceduta, mio marito Roberto Cona è stato ucciso da un assassino al volante”, dice.

“Stanotte il dolore che ho provato nel sentire quello che è successo a Vittoria mi ha fatto capire quanto ancora ci sia da fare in termini di prevenzione, controllo delle strade, e soprattutto punizione d dei comportamenti sbagliati – aggiunge – Cellulare alla guida, alcol e droghe e poi ti metti alla guida, alta velocità sono tutte cause di morte… che meritano pene esemplari. Oggi abbiamo l’omicidio stradale cosa buona e giusta, ma si deve applicare, e soprattutto la legge da sola non basta se non chiediamo a noi stessi e a tutti gli altri guidatori un salto di paradigma e responsabilità e rispetto per la vita”.

“Non si deve provare un dolore così grande per capire il senso delle mie parole – dice -Ogni volta, ad ogni nuovo incidente il mio cuore viene trafitto di nuovo e di nuovo e di nuovo. Non si può uccidere cosi. Basta””. “Ci vuole responsabilità e prevenzione e punizione reale , non per vendetta o giustizialismo ma perché non puoi restare impunito, con la tua guida irresponsabile hai armato la tua mano consapevolmente con una pistola virtuale, hai preso la mira su poveri innocenti e hai sparato – conclude -Vicina al dolore di queste famiglie prego che il cugino grave si salvi e prego il bambino deceduto, e prego per mio marito e per tutte le vittime della strada, angeli innocenti volati lassù ingiustamente, e spero che da lassù sentano le mie preghiere e il mio affetto per loro”.


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